Signore, Pietro ebbe paura quando gli dissero «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti
il tuo accento ti tradisce!»; mi piace sempre molto questo passo, avere la parlata
di Gesù: possa il mio parlare, il parlare della mia vita quotidiana tradirmi
sempre, perché mostri sempre che sono tuo discepolo, allora ogni volta sarà l'occasione propizia… per viverefino in fondo in Te, la volontà del
Padre. Amen.
“Preghiamo
perché il Signore, quando avranno terminato il loro mandato, possa chiamare a
sé i politici che, col nostro voto, abbiamo eletto. Così non essendo più
riconfermati, non potranno continuare a fare della sanità un fiorente mercato,
un budget da raggiungere a qualsiasi costo, lucrando sulle sofferenze della
gente, dei poveri, dei bisognosi che non hanno i soldi per potersi pagare uno
specialista o potersi ricoverare, a proprie spese, in una clinica privata.
Vengono sballottati come pacchi da un ospedale all'altro e nel frattempo, come
molte volte è accaduto, perdono la vita tra atroci sofferenze.”
Si è espresso così l’arciprete,
Don Lillo Di Salvo nella sua omelia durante la messa serale
di domenica scorsa, nel santuario di Maria Santissima dell’Udienza a Sambuca di
Sicilia a proposito della chiusura della sala operatoria dell’ospedale civico
di Sciacca. Poi un esplicito appello “Occorre che i sindaci dei Comuni che
fanno parte del distretto sanitario di Sciacca e che tutti noi ci mobilitiamo
perché la sala operatoria dell’ospedale di Sciacca torni a funzionare a pieno
regime e al più presto si possano colmare definitivamente le carenze di
personale sanitario. Piuttosto che risparmiare su un servizio essenziale come
la sanità e sprecare il denaro pubblico delle enormi tasse che paghiamo, i
politici provvedano a garantire a tutti il diritto alla salute e ad eliminare
vergognosi privilegi e allucinanti sperequazioni retributive e sociali”.
Risulta intanto che la
direzione ASP di Agrigento ha disposto di “tamponare lo stato di
bisogno funzionale ed operativo che riguarda l’attività operatoria presso il
“Giovanni Paolo II” col personale in servizio presso l’ospedale di Ribera”.
Va, pensiero sull'ali dorate Va, ti posa sui clivi, sui colli, Ove olezzano trepide e molli L'aure dolci del suolo natal! Del Giordano le rive saluta, Di Sionne le torri atterrate... Oh, mia patria sì bella e perduta! Oh, membranza sì cara e fatal! Arpa d'or dei fatidici vati Perchè muta dal salice pendi? Le memorie nel petto raccendi, Ci favella del tempo che fu! O simile di Solima ai fati Traggi un suono di crudo lamento, O t'ispiri il Signore un concento Che ne infonda al patire virtù! Che ne infonda al patire Al patire virtù, Che ne infonda al patire Al patire virtù! Al patire virtù!
Lo
Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi
Questa affermazione
dell’Apostolo si collega alla prima lettura dove abbiamo ascoltato: Farò entrare in voi il mio spirito e
rivivrete; ma anche alla quella potente frase del Vangelo di Giovanni: Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro,
vieni fuori!».
La mente va al
ricordo della mia infanzia-giovinezza quando tutti in quel tempo vedevano il
film di Zeffirelli: Gesù di Nazareth.
Chi può dimenticarsi la scena della resurrezione di Lazzaro: il sottofondo
musicale, il grido di Gesù e il morto che esce ritto dal sepolcro.
Chi
avrà fede in me, non morirà mai, e vivrà in eterno.
Sono queste le
parole che Zeffirelli fa pronunciare a Gesù a conclusione della resurrezione di
Lazzaro.
In questa domenica
– dentro questo tempo di emergenza sanitaria – siamo profondamente richiamati al tema della
vita come un dono che è nelle nostre mani, a come viviamo, a come si muore, ma
anche forse, lo si pensa meno, alla vita eterna.
Mi viene spesso in
mente la frase uno dei martiri di Tibhirine, P. Christian: Se mi capitasse un giorno … vorrei che la
mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita
era donata a Dio e a questo paese.
La vita è un dono,
la vita è donata per un bene che è più grande della vita stessa.
In questo tempo
posso ricordare a me stesso che la mia vita è un dono, e che la vita è
pienamente vita, se donata?
Sono riconoscente
per il dono della vita?
So vivere la mia
vita in un continuano donarmi a Dio e ai miei fratelli e sorelle che il Signore
pone sul mio cammino?
…
voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma
avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale
gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta
che siamo figli di Dio.