giovedì 8 dicembre 2011

L'Immacolata Madre di Dio



APPUNTI SULLA VERGINE MARIA IMMACOLATA
NELLA STORIA DELLA CHIESA










secoli I – III
“In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te»” (Dal Vangelo di Luca, cap. 1)

L'apocrifo Protovangelo di Giacomo, composto nel II secolo, contiene (tra l'altro)   l'idea che Maria fosse senza peccato. Il testo presenta l'infanzia di Maria (cc. 6-8) come estremamente pia, allevata nel tempio di Gerusalemme dai 3 ai 12 anni, dove "riceveva il vitto per mano di un angelo". Sulla base della narrazione del Protovangelo, la liturgia e la devozione della Chiesa greco orientale ha attribuito dall'antichità a Maria il titolo di Παναγία, Panaghìa, "tutta santa".

"Ma il Signore non avrebbe potu­to peccare, poiché fuori era formato, in quanto natura umana, di legni incorruttibili, che significa: con l'intervento della Vergine e dello Spirito Santo, ed era rivestito dentro e fuori dal Verbo di Dio, come oro purissimo".

(S. Ippolito di Roma)

secoli IV – V
“Da una donna è venuto il male, ma anche da una donna è venuto il bene; perocché se noi siamo caduti con Eva, fummo ancor meglio rialzati da Maria: per Eva noi siamo dannati alla schiavitù; per Maria siamo rimessi in libertà; Eva ci toglie una lunga vita; Maria ci dà l’eternità; Maria ci assolve per il sacramento dell’albero da cui Cristo stette pendente come frutto. Tutto è posto in pericolo da Eva, e salvato da Maria”.
(sant’Agostino d’Ippona)

 “O speranza buona, Vergine Madre di Dio, noi invochiamo la tua unica e valida protezione. Muoviti a compassione per un popolo che si trova nelle angustie, supplica il misericordioso Iddio affinché le nostre anime siano liberate da ogni sventura. Fervida avvocata, muro inespugnabile dei fedeli, fonte di misericordia, rifugio del mondo, o Signora Theotokos, previeni le nostre suppliche e liberaci dai pericoli, perché tu sei la sola che può molto presto proteggere. Dall’altra parte, o sempre Vergine, Theotokos, per tuo mezzo siamo divenuti partecipi della divina natura, poiché ci hai dato Dio incarnato per noi. Perciò noi, per dovere e devoto affetto te magnifichiamo”
… “È veramente giusto proclamare beata te, Theotokos, che sei beatissima, tutta pura e madre del nostro Dio, noi magnifichiamo te, che sei più onorabile dei Cherubini e incomparabilmente più gloriosa dei Serafini, che in modo immacolato partoristi il verbo di Dio, o vera Madre di Dio.”

(San Gregorio Nazianzeno, o il Teologo)

secolo VII
In Oriente viene celebrata la festa della Concezione di Maria

secolo VIII
"La gioia universale, la Tuttalodata Vergine, è nata per noi da Gioacchino ed Anna, i giusti: è colei che per la sua purezza indicibile è divenuta il Tempio animato di Dio, e la sola ad essere riconosciuta secondo verità Madre di Dio. Per le sue preghiere, Cristo Dio, largisci al mondo la pace e la grande misericordia del Signore"… "O Vergine, come ha annunciato l'Angelo, tu nasci dai giusti Gioacchino ed Anna, tu cielo e trono di Dio, ricettacolo purissimo che annuncia la gioia a tutto il mondo, o causa della nostra vita, distruttrice della maledizione, antidoto e benedizione! Perciò, nel giorno della tua nascita, o Fanciulla eletta da Dio, implora per le nostre anime la pace e la grande misericordia del Signore!".
(San Germano di Costantinopoli)
"Il corpo della Vergine è una terra che Dio ha lavorato, la primizia della massa adamitica che è stata divinizzata nel Cristo, l'immagine del tutto somigliante della bellezza divina, l'argilla modellata dalle mani dell'artista divino".
(Sant’Andrea di Creta)
secolo XI
In Inghilterra e in Normandia si celebrava una festa della concezione di Maria; si commemorava l’avvenimento in se stesso, soffermandosi soprattutto sulle sue condizioni miracolose (sterilità di Anna, ecc.)

secolo XII (1140)
I Canonici di Lione Istituiscono la festa della Concezione di Maria Vergine.

“O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura. A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, si fece lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria. Dio dunque è il padre delle cose create, Maria la madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene. Davvero con te è il Signore che volle che tutte le creature, e lui stesso insieme, dovessero tanto a te.

(Sant’Anselmo)
secolo XIII
L’Ordine francescano sceglie l’Immacolata come patrona della nuova famiglia religiosa estendendo la festa a tutte le province.

“Ave, Signora, santa regina
santa Madre di Dio, Maria
che sei vergine fatta Chiesa.
ed eletta dal santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia
e ogni bene.
Ave, suo palazzo,
ave, suo tabernacolo,
ave, sua casa.
Ave, suo vestimento,
ave sua ancella,
ave sua Madre.

E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo
venite infuse nei cuori dei fedeli,
perché da infedeli
fedeli a Dio li rendiate”
(S. Francesco d’Assisi)

L’8 dicembre 1288, circa, la beata Cristiana da Santa Croce, ad Assisi, ebbe la visione del Paradiso e la voce di Cristo le diceva: “Non meravigliarti di tanta festa, oggi in cielo si festeggia l’Immacolata Concezione della Madre mia”. La Comunità agostiniana di Santa Croce fondata nel 1289 dalla beata: celebra l’8 dicembre la festa dell’’Immacolata, come attesta documento del 1290.

«O Maria, mia principessa e Madre immacolata del Dio-Uomo Gesù Cristo, io desidero lottare con questo Uomo, cioè con il Verbo di Dio, armato non già dei miei meriti, ma dei tuoi».
(Beato Ruperto abate di Ottobeuren)
secolo XIV
il beato Giovanni Duns Scoto, francescano, a Parigi difende la tesi sull’Immacolata Concezione.

secolo XV - XVI
Il Concilio di Basilea (1439) dichiarò, ma non notifico, che Maria non era stata contaminata dal peccato originale.

Il Concilio provinciale di Avignone accolse le istanze di Basilea.

Il beato Dionigi il Certosino sostenne le dichiarazione conciliari sull’Immacolata.

“Or quanto più dobbiamo ragionevolmente credere che 'l sommo Fattore, destinando Maria per essere la madre del suo medesimo Figlio, la dovette adornare nell'anima di tutti i pregi più belli, acciocché fosse degna abitazione d'un Dio?”
(beato Dionigi il Certosino)

Papa Sisto IV estese la festa della Concezione in tutta la Chiesa e approvo l’ufficio Sicut lilium composto dal francescano Leonardo di Nogarola per l’8 dicembre.

Ercole I d’Este, duca di Ferrara, suscita una disputa (1428), in cui il beato Bernardino da Feltre espose la sua opera Octo rationes immaculata Virginis de singulari puritate.

Giacomo Wimpfeling (1450 – 1528), umanista e predicatore a Spira, esprime un poema il suo omaggio verso l’Immacolata Concezione.

Bernardino de’ Busti (+1500) scrive il Mariale e il Rosario sermonum in cui sostiene le tesi sull’Immacolata.

secolo XVIII
“Maria… è il mezzo sicuro e la strada diritta e immacolata per andare a Gesù Cristo e trovarlo perfettamente. Per mezzo di lei, dunque, devono trovarlo le anime sante che devono risplendere in santità. Chi trova Maria, trova la vita, cioè Gesù Cristo, via, verità e vita . Ora non si può trovare Maria senza cercarla, né cercarla senza conoscerla; poiché non si cerca, né si desidera un oggetto sconosciuto. Bisogna dunque che Maria sia conosciuta più che mai, per la maggior conoscenza e gloria della Santissima Trinità”.
«O Maria, mia principessa e Madre immacolata del Dio-Uomo Gesù Cristo, io desidero lottare con questo Uomo, cioè con il Verbo di Dio, armato non già dei miei meriti, ma dei tuoi». (Beato Ruperto) Oh, come si è potenti e forti presso Gesù Cristo, quando si è armati dei meriti e della intercessione di una degna Madre di Dio, la quale, al dire di sant'Agostino, vinse amorosamente l'Onnipotente!
Con questa devozione si offrono tutte le opere buone a Nostro Signore per le mani della sua santa Madre. Così questa amabile padrona le purifica, abbellisce, presenta e fa accettare dal suo Figlio”

(San Luigi Maria Grignion da Montfort)

“O Vergine immacolata e santa, o creatura la più umile e la più grande dinanzi a Dio! Voi foste così picciola agli occhi vostri, ma foste così grande agli occhi del vostro Signore, che vi esaltò sino a scegliervi per sua madre e quindi a farvi la regina del cielo e della terra. Ringrazio dunque quel Dio che tanto v'ha innalzata, e me ne rallegro con voi in vedervi così unita a Dio che più non è permesso ad una pura creatura. Davanti a voi, che siete così umile con tanti pregi, mi vergogno di comparire io misero così superbo con tanti peccati. Ma pure misero qual sono voglio anch'io salutarvi: Ave, Maria, gratia plena: Voi siete già piena di grazia, impetratene parte anche a me”.
(Sant'Alfonso Maria de' Liguori)

secolo XIX
(1830) La Vergine Maria appare a Caterina Labourè: è l’era della Medaglia Miracolosa con l’effigie della Immacolata.
Questo avvenimento spinse molti vescovi a chiedere alla S. Sede che nel prefazio della festa della Concezione della Vergine fosse introdotto il termine “Immacolata”.

(1840) Inizia il cammino per definire il dogma di fede sull’Immacolata: papa Gregorio XVI è titubante a causa dell’opposizione dei Giansenisti e delle reticenze dei vescovi tedeschi, inglesi e irlandesi.

(1848) Pio IX costituisce una Commissione di venti teologi per studiare “se fosse il caso di accedere alle vive istanze di un gran numero di vescovi”.

(8 dicembre 1854) Nella Basilica di San Pietro, il papa Pio IX definisce e proclama il dogma dell’Immacolata Concezione: “… dopo aver invocato con gemiti lo Spirito Paraclito; per sua divina ispirazione, ad onore della santa, ed indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, ad esaltazione della Fede cattolica e ad incremento della Religione cristiana, con l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli”. (Ineffabilis Deus - Beato Pio IX)

(25 marzo 1858) La Vergine Maria Madre di Dio dice a Bernadette: “Que soy era immaculada councepciou”… “Io sono l’Immacolata Concezione”, il Cielo risponde: “Maria ci dà l’eternità”.

«Vergine immacolata, tenerissima Madre! Tu che ascoltando Gesù non t'attristi, ma ti rallegri  che egli ci faccia capire che la nostra anima è la sua famiglia quaggiù. Sì, ti rallegri che ci dia la  sua vita, e gli infiniti tesori della sua divinità. Come non amarti, e non benedirti, Maria, per questa  tua grande generosità verso di noi?
Tu davvero ci ami come ci ama Gesù, e per noi consenti ad allontanarti da lui. Amare è dar  tutto, anche se stesso e tu volesti provarlo restando il nostro sostegno. Il Salvatore sapeva i  segreti del tuo cuore materno, l'immensa tua tenerezza... Gesù ci lascia a te, Refugium  peccatorum, quando lascia la croce per attenderci in cielo»

(S. Teresa di Gesù Bambino)

secolo XX
«Chi sei, o Signora? Chi sei, o Immacolata? In non sono in grado di esaminare in modo adeguato ciò che significa essere "creatura di Dio". Sorpassa già le mie forze il comprendere quel che vuol dire essere "figlio adottivo di Dio".
Ma Tu, o Immacolata, chi sei? Non sei soltanto creatura, non sei soltanto figlia adottiva, ma sei Madre di Dio e non sei soltanto Madre adottiva, ma vera Madre di Dio.
E non si tratta solo di un'ipotesi, di una probabilità, ma di una certezza, di una certezza totale, di un dogma di fede.
O Dio d’amore… La tua bontà e la tua misericordia, perciò, hanno creato per noi una Madre, la personificazione della tua bontà e del tuo amore infinito, e dalla Croce, sul Golgota, hai offerto Lei a noi e noi a Lei.. Inoltre Tu non rifiuti nulla a Lei, ma neppure Lei
è capace di rifiutare alcunché a nessuno… Chi non raggiungerà il Paradiso?»

(S. Massimiliano Maria Kolbe)

«L'immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria in anima e corpo, e dal Signore esaltata quale Regina dell'universo, perché fosse più pienamente conformata col Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte»

(Concilio Vaticano II - LG 59).

secolo XXI
“La mente umana non può pretendere di comprendere un così grande prodigio e mistero. È la fede a rivelarci che l’Immacolata Concezione della Vergine è pegno di salvezza per ogni umana creatura, pellegrina sulla terra”.

(beato Giovanni Paolo II)

“Che grande dono avere per madre Maria Immacolata! Una madre splendente di bellezza, trasparente all'amore di Dio. Penso ai giovani di oggi, cresciuti in un ambiente saturo di messaggi che propongono falsi modelli di felicità. Questi ragazzi e ragazze rischiano di perdere la speranza perché sembrano spesso orfani del vero amore, che riempie di significato e di gioia la vita. È stato questo un tema caro al mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, che tante volte ha proposto alla gioventù del nostro tempo Maria quale "Madre del bell'amore".

(S. S. Benedetto XVI)

Concludo questi appunti che volevano mostrare come il culto di Maria Immacolata è presente nella storia della Chiesa fin da suo inizio, con un preghiera che ricorda l’apparizione a Lourdes, dove la Madre di Dio rivela il suo essere l’Immacolata Concezione:

“Maria, tu sei apparsa a Bernadette nella fenditura di questa roccia. Nel freddo e nel buio dell’inverno, hai fatto sentire il calore di una presenza, la luce e la bellezza. Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite, nelle divisioni del mondo dove il male è potente, porta speranza e ridona fiducia! Tu che sei l’Immacolata Concezione, vieni in aiuto a noi peccatori. Donaci l’umiltà della conversione, il coraggio della penitenza. Insegnaci a pregare per tutti gli uomini. Guidaci alle sorgenti della vera Vita. Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa. Sazia in noi la fame dell’Eucaristia, il pane del cammino, il pane della Vita. In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose: nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre, nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno. Guarda con amore di madre le miserie del nostro corpo e del nostro cuore. Splendi come stella luminosa per tutti nel momento della morte. Con Bernadette, noi ti preghiamo, o Maria, con la semplicità dei bambini. Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini. Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno e cantare con te: Magnificat! Gloria a te, o Vergine Maria, beata serva del Signore, Madre di Dio, Tempio dello Spirito Santo! Amen!”


I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




8 dicembre
IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA B. V. MARIA
SOLENNITÀ

Già celebrata dal sec. XI, questa solennità si inserisce nel contesto dell’Avvento-Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con l’ammirata memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore (cfr Paolo VI, «Marialis Cultus», 4). Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura (cfr Conc. Vat. II, Costituzione dommatica sulla Chiesa, «Lumen gentium», 56). Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele. Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 8 dicembre: Solennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria, che veramente piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte salvifica del Figlio di Dio, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale, come solennemente definito da papa Pio IX, sulla base di una dottrina di antica tradizione, come dogma di fede, proprio nel giorno che oggi ricorre.

mercoledì 7 dicembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




7 dicembre
SANT’AMBROGIO, vescovo
e dottore della Chiesa, PATRONO DELLA DIOCESI e della città di Milano
SOLENNITÀ

Ambrogio nato a Treviri, Germania, nel 340, muore amato vescovo a Milano il 4 aprile 397. Di famiglia romana cristiana, governatore delle province del nord Italia, fu consacrato vescovo di Milano il 7 dicembre 374. Rappresenta la figura ideale del vescovo, pastore, liturgo e mistagogo. Le sue opere liturgiche, i commentari delle Scritture, i trattati ascetico-morali restano memorabili documenti del magistero e dell’arte di governo. Guida riconosciuta nella Chiesa occidentale, in cui trasfonde anche la ricchezza della tradizione orientale, estese il suo influsso in tutto il mondo latino. In epoca di grandi trasformazioni culturali e sociali, la sua figura si impose come simbolo di libertà e di pacificazione. Diede particolare risalto pastorale ai valori della verginità e del martirio. Autore di celebri testi liturgici, è considerato il padre della liturgia ambrosiana. È patrono e padre della Chiesa di Milano.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 7 dicembre: Memoria di sant’Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa, che si addormentò nel Signore il 4 aprile, ma è venerato in particolare in questo giorno, nel quale ricevette, ancora neofita, l’episcopato di questa celebre sede, mentre era prefetto della città. Vero pastore e maestro dei fedeli, fu pieno di carità verso tutti, difese strenuamente la libertà della Chiesa e la retta dottrina della fede contro l’arianesimo e istruì nella devozione il popolo con commentari e inni per il canto.

martedì 6 dicembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





6 dicembre
SAN NICOLA, vescovo

Nicola fu vescovo di Mira, l’attuale Dembre sul mare, nella Turchia meridionale (metà sec. IV). E’ particolarmente venerato nella Russia e in tutto l’Oriente. Il suo culto si diffuse anche in Italia nel sec. XI, quando a Bari gli fu dedicata la basilica omonima. Nel suo nome sono fiorite molte tradizioni popolari e iniziative di carità particolarmente legate al Natale. La sua «deposizione» il 6 dicembre è ricordata nei riti bizantino e copto.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 6 dicembre: San Nicola, vescovo di Mira in Licia nell’odierna Turchia, celebre per la sua santità e la sua intercessione presso il trono della grazia divina.

domenica 4 dicembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






4 dicembre
SAN GIOVANNI DAMASCENO
Sacerdote e dottore della Chiesa

Giovanni (Damasco, Siria, c. 675 – San Saba, presso Gerusalemme, 749-753) è fra i maggiori rappresentanti della sapienza teologica orientale. A lui si attribuiscono testi ed inni della liturgia bizantina. Damasceno di cultura greca,  fu magistrato sotto i Califfi arabi; poi (c. 710), abbracciata la vita monastica nella laura di San Saba, fu ordinato sacerdote e con la predicazione e gli scritti diventò ministro instancabile della parola di Dio. Illustrò la fede ortodossa contro gli eretici, la dottrina e la prassi delle immagini come segno del realismo dell’incarnazione. È portavoce della tradizione della «dormitio Virginis» e della sua assunzione. La sua «deposizione» il 4 dicembre è ricordata nel rito bizantino.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 4 dicembre: San Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa, che rifulse per santità e dottrina e lottò strenuamente con la parola e con gli scritti contro l’imperatore Leone l’Isaurico in difesa del culto delle sacre immagini. Divenuto monaco nel monastero di Mar Saba vicino a Gerusalemme, si dedicò qui alla composizione di inni sacri fino alla morte. Il suo corpo fu deposto in questo giorno.

sabato 3 dicembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






3 dicembre
SAN FRANCESCO SAVERIO, sacerdote
MEMORIA

Francesco (Javier, Spagna, 1506 – Isola di Sancian, Cina, 3 dicembre 1552), studente a Parigi conobbe sant’Ignazio di Lodola e fece parte del nucleo di fondazione della Compagnia di Gesù. E’ il più grande missionario dell’epoca moderna. Portò il Vangelo a contatto con le grandi culture orientali, adattandolo con sapiente senso apostolico all’indole delle varie popolazioni. Nei suoi viaggi missionari toccò l’India, il Giappone e morì mentre si accingeva a diffondere il messaggio di Cristo nell’immenso continente cinese.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 3 dicembre: Memoria di san Francesco Saverio, sacerdote della Compagnia di Gesù, evangelizzatore delle Indie, che, nato in Navarra, fu tra i primi compagni di sant’Ignazio. Spinto dall’ardente desiderio di diffondere il Vangelo, annunciò con impegno Cristo a innumerevoli popolazioni in India, nelle isole Molucche e in altre ancora, in Giappone convertì poi molti alla fede e morì, infine, in Cina nell’isola di Sancian, stremato dalla malattia e dalle fatiche.

venerdì 2 dicembre 2011

PRIMO VENERDÌ DI DICEMBRE 2011



Comunità Pastorale “Epifania del Signore”
parrocchia San Paolo Apostolo – Brugherio



Primo Venerdì di DICEMBRE 2011
AdorazioNE eucaristica

(Dopo l’esposizione)
ADORAZIONE COMUNITARIA
“Questo è il mio Corpo”

PREGHIERA dell’angelo
 (insieme)

Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo.
Ti chiedo perdono per coloro che
non credono, non adorano, non sperano
e non Ti amano.
Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo:
io Ti adoro profondamente
e Ti offro
il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità
di Gesù Cristo,
presente in tutti i tabernacoli della terra,
in riparazione degli oltraggi,
dei sacrilegi e delle indifferenze
con cui Egli stesso viene offeso.
E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e per intercessione del Cuore Immacolato di Maria,
io Ti chiedo la conversione dei poveri peccatori.
Amen.

Preghiera di S. Bonaventura
(insieme)

Gesù, Pane degli angeli, cibo degli eletti,
nostro pane quotidiano,
più di ogni altro nutriente e fragrante di dolcezza.
Di te, che gli angeli contemplano,
abbia sempre fame e si nutra l'anima mia.
Il mio cuore abbia sempre sete di te,
o mio Dio, sorgente di vita,
fonte di sapienza e di scienza,
origine d'eterna luce,
inesauribile torrente di delizie,
tesoro della casa di Dio.
Te sempre desideri il mio cuore,
te cerchi, te aneli, te trovi,
a te giunga, te mediti,
di te parli, tutto operi a gloria tua,
con umiltà e discrezione, con amore e piacere,
con spontaneità e costanza.
Tu solo sii sempre la mia speranza,
mia unica gioia e mia pace,
tu mio riposo e mia serenità,
tu mio rifugio e aiuto,
tu mia eredità, mio bene e mio tesoro;
in te sempre siano, fissi, sicuri
e fermamente radicati
il mio cuore e la mia mente.
Amen.

PREGHIamo
con il cantico di daniele
(a cori alterni, celebrante e assemblea)

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo
gli abissi e siedi sui cherubini, degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo,
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
    lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.


ADORAZIONE PERSONALE
“Fate questo in memoria di me”

Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo

    Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n'è una seconda, la quale sarà molto più gloriosa della precedente. La prima, infatti, ebbe il sigillo della sofferenza, l'altra porterà una corona di divina regalità. Si può affermare che quasi sempre nel nostro Signore Gesù Cristo ogni evento è duplice. Duplice è la generazione, una da Dio Padre, prima del tempo, e l'altra, la nascita umana, da una vergine nella pienezza dei tempi.
    Due sono anche le sue discese nella storia. Una prima volta è venuto in modo oscuro e silenzioso, come la pioggia sul vello. Una seconda volta verrà nel futuro in splendore e chiarezza davanti agli occhi di tutti.
    Nella sua prima venuta fu avvolto in fasce e posto in una stalla, nella seconda si vestirà di luce come di un manto. Nella prima accettò la croce senza rifiutare il disonore, nell'altra avanzerà scortato dalle schiere degli angeli e sarà pieno di gloria.
    Perciò non limitiamoci a meditare solo la prima venuta, ma viviamo in attesa della seconda. E poiché nella prima abbiamo acclamato: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (Mt 21, 9), la stessa lode proclameremo nella seconda. Così andando incontro al Signore insieme agli angeli e adorandolo canteremo: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (Mt 21, 9).
    Il Salvatore verrà non per essere di nuovo giudicato, ma per farsi giudice di coloro che lo condannarono. Egli, che tacque quando subiva la condanna, ricorderà il loro operato a quei malvagi, che gli fecero subire il tormento della croce, e dirà a ciascuno di essi: «Tu hai agito così, io non ho aperto bocca» (cfr. Sal 38, 10).
    Allora in un disegno di amore misericordioso venne per istruire gli uomini con dolce fermezza, ma alla fine tutti, lo vogliano o no, dovranno sottomettersi per forza al suo dominio regale.
    Il profeta Malachia preannunzia le due venute del Signore: «E subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate» (Ml 3, 1). Ecco la prima venuta. E poi riguardo alla seconda egli dice: «Ecco l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene … Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare» (Ml 3, 1-3).
    Anche Paolo parla di queste due venute scrivendo a Tito in questi termini: «È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo» (Tt 2, 11-13). Vedi come ha parlato della prima venuta ringraziandone Dio? Della seconda invece fa capire che è quella che aspettiamo.
    Questa è dunque la fede che noi proclamiamo: credere in Cristo che è salito al cielo e siede alla destra del Padre. Egli verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti. E il suo regno non avrà fine.
Verrà dunque, verrà il Signore nostro Gesù Cristo dai cieli; verrà nella gloria alla fine del mondo creato, nell'ultimo giorno. Vi sarà allora la fine di questo mondo, e la nascita di un mondo nuovo.

Le letterine a Gesù Eucaristia
della serva di dio Antonietta meo

Antonietta Meo, detta familiarmente “Nennolina”, viene alla luce a Roma il 15 dicembre 1930, in una famiglia di solidi principi morali e religiosi. È una bambina vivace ed allegra, con una gran voglia di giocare. Un giorno si fa male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino dell’asilo. Il dolore non passa, i medici diranno: “osteosarcoma”. Si dovrà amputare la gamba. Una lunga via crucis negli ospedali fino alla morte, fra atroci dolori, nel luglio 1937, a soli sei anni e mezzo. Nennolina ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù, Maria e Dio Padre che rivelano una vita di unione mistica davvero straordinaria. Ora si attende che la Santa Sede - al termine del complesso iter introdotto alcuni anni fa presso il Vicariato di Roma - si pronunci favorevolmente sulla santità di questa giovanissima serva di Dio elevandola alla gloria degli altari. Nennolina diventerebbe in questo modo la più giovane santa, non martire, della storia della Chiesa. E’ stata dichiarata "Venerabile" da Papa Benedetto XVI in data 17 dicembre 2007.

Caro Gesù Eucaristia Ti voglio tanto bene!… ma molto!…
Non solo perché sei il Padre di tutto il mondo, ma anche perché sei il Re di tutto il mondo, io voglio essere sempre la lampada tua che arde notte e giorno davanti e vicino a te nel Sacramento dell'altare. Gesù io vorrei queste tre grazie la prima - fammi santa e questa è la cosa più importante la seconda - dammi delle anime la terza- fammi camminare bene, veramente questa non è molto importante.
Non dico che mi ridai la gamba, quella te l'ho donata!…
Gesù Eucaristia la maestra Suor Noemi mi piace molto e quindi le voglio molto bene, aiutala a fare tutte le cose necessarie, che tu gli vuoi far fare. Caro Gesù Eucaristia!…
ti voglio molto bene perciò non vedo l'ora si avvicini il Natale.
Tu fa che il cuore mio ti faccia tanta luce quando tu verrai nel mio povero cuore. Caro Gesù, farò molti sacrifici per te per offrirteli quando farò la prima Santa Comunione.
Caro Gesù Eucaristia!…Voglio molto soffrire per riparare anche i peccati degli uomini specialmente per quelli che sono molto cattivi.
Gesù Eucaristia ti saluto e ti bacio tua Antonietta.
Buona notte Gesù buona notte Madonnina.
(Lettera 33 del 16 ottobre 1936)

Caro Gesù Eucaristia ti voglio tanto tanto ma tanto bene caro Gesù!…
E sono molto contenta che fra sette giorni sarà il S. Natale e potrò riceverti nella S. Comunione.
Caro Gesù libera tante anime dal purgatorio perché vengano a glorificare in Paradiso la SS. Trinità.
Caro Gesù di a Dio Padre che sono contenta che Lui mi ha ispirato di fare la prima Comunione il giorno di Natale perché è proprio il giorno che nacque Gesù in terra per salvarci e per morire sulla Croce. Caro Gesù di a Dio Padre che le voglio tanto bene e che lo ringrazio che presto sarà il S. Natale.
Caro Gesù benedici la Chiesa il Papa e il Clero.
Caro Gesù da tanta forza a quella ammalata perché possa sopportare i suoi dolori e ti raccomando quel Sacerdote e aiuta specialmente quel peccatore.
Caro Gesù benedici i miei genitori a me la mia sorellina i miei zii e la zia i nonni e nonne e tutto il mondo
e specialmente ti raccomando di convertire molti peccatori.
Caro Gesù, io voglio che la Madonnina mi dia Lei con le sue mani il Suo Gesù.
Saluti carezze e baci dalla tua cara Antonietta
(Lettera n. 98 - 17 dicembre 1936)

Caro Gesù Eucaristia ti voglio tanto bene e io sono molto contenta che domani mattina verrò a riceverti nella S. Comunione.
Caro Gesù, domani quando sarai nel mio cuore
fai conto che la mia anima fosse una mela
e come nella mela ci stanno i semi
dentro alla mia anima fa che ci sia un armadietto,
e come sotto alla buccia dei semi ci sta il seme bianco,
così fa che dentro all'armadietto ci sia la tua grazia
che sarebbe come il seme bianco
e fa che questa grazia la lascerai sempre con me.
Caro Gesù io so che Ti fanno tante offese, io voglio riparare tutte queste offese, caro Gesù se Tu fossi un uomo come noi e ti rinchiudessi dentro a una casa non sentiresti le offese che Ti vengono fatte, così potresti fare Te, venire nel mio cuore e restare chiuso con me e io Ti farò tanti sacrifici e Ti dirò qualche parolina per consolarti. Caro Gesù di alla Madonnina che io so che domani è la sua festa e io vorrò fare tanti sacrifici per consolarla . Caro Gesù di a Dio Padre che gli voglio tanto bene Caro Gesù, io Ti adoro e Ti bacio i piedi e Ti manda tanti saluti la Tua cara
Antonietta e Gesù
Caro Gesù Tu che soffristi tanto sulla Croce imparami prima a fare il mio dovere per potere poi fare i sacrifici
(Lettera n.134 - 10 febbraio 1937 firma autografa)

INTENZIONI DI PREGHIERA
APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
ANNO 2011 - Dicembre

INTENZIONE GENERALE
"Perché tutti i popoli della terra, attraverso la conoscenza ed il rispetto reciproco, crescano nella concordia e nella pace".

INTENZIONE MISSIONARIA
"Perché i bambini e i giovani siano messaggeri del Vangelo e perché la loro dignità sia sempre rispettata e preservata da ogni violenza e sfruttamento".

INTENZIONE DEI VESCOVI
"Perché lo Spirito Santo susciti nelle nostre comunità una più profonda e autentica comunione tra laici e presbiteri, per rispondere insieme al compito urgente dell'educazione".

LITANIE DELL’EUCARISTIA

Signore, pietà
Cristo, pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà' di noi
Figlio Redentore del mondo, Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Santissima Eucaristia noi Ti adoriamo
Dono ineffabile del Padre noi Ti adoriamo
Segno dell'amore supremo del Figlio noi Ti adoriamo
Prodigio di carità dello Spirito Santo noi Ti adoriamo
Frutto benedetto della vergine Maria noi Ti adoriamo
Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo
noi Ti adoriamo
Sacramento che perpetua il sacrificio della Croce noi Ti adoriamo
Sacramento della nuova ed eterna Alleanza noi
Ti adoriamo
Memoriale della morte e risurrezione del Signore noi Ti adoriamo
Memoriale della nostra salvezza noi Ti adoriamo
Sacrificio di lode e di ringraziamento noi Ti adoriamo
Sacrificio di espiazione e di propiziazione noi Ti adoriamo
Dimora di Dio con gli uomini noi Ti adoriamo
Banchetto delle nozze dell'Agnello noi Ti adoriamo
Pane vivo disceso dal cielo noi Ti adoriamo
Manna nascosta piena di dolcezza noi Ti adoriamo
Vero agnello pasquale noi Ti adoriamo
Diadema dei sacerdoti noi Ti adoriamo
Tesoro dei fedeli noi Ti adoriamo
Viatico della Chiesa pellegrinante noi Ti adoriamo
Rimedio delle nostre quotidiane infermata' noi Ti adoriamo
Farmaco di immortalata' noi Ti adoriamo
Mistero della fede noi Ti adoriamo
Sostegno della speranza noi Ti adoriamo
Vincolo della carata' noi Ti adoriamo
Segno di unità e di pace noi Ti adoriamo
Sorgente di gioia purissima noi Ti adoriamo
Sacramento che germina i vergini noi Ti adoriamo
Sacramento che da forza e vigore noi Ti adoriamo
Pregustazione del convito del cielo noi Ti adoriamo
Pegno della nostra risurrezione noi Ti adoriamo
Pegno della gloria futura noi Ti adoriamo
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi piena' di noi. 
Hai dato loro il Pane disceso dal cielo, che porta in se ogni dolce

PREGHIERA di s. s. pio xi

O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, guarda a noi umilmente prostrati dinanzi al tuo altare. Noi siamo tuoi e tuoi vogliamo essere e per poter vivere a Te più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi spontaneamente si consacra al tuo Sacratissimo Cuore.
Molti purtroppo non Ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi comandamenti, Ti ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbi misericordia degli uni e degli altri e attira tutti al tuo Cuore Santissimo. O Signore, sii il Re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da Te, ma anche dei figli prodighi che Ti abbandonarono; fa' che questi quanto prima ritornino alla casa paterna. Sii Re di coloro che vivono nell'inganno dell'errore o per discordia da Te separati; richiamali al porto della verità e all'unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo Pastore. Largisci, o Signore, incolumità e libertà sicura alla tua Chiesa, largisci a tutti i popoli la tranquillità dell'ordine; fa' che da un capo all'altro della terra risuoni quest'unica voce: sia lode a quel Cuore divino, da cui venne la nostra salvezza; a Lui si canti gloria e onore nei secoli. Amen.