Tutti i dati e le immagini su questo blog sono [© Copyright 2026 - Ed. D.M.G.] Dove non sono c'è la fonte. In caso di errore reclama la dicitura di proprietà. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
domenica 27 gennaio 2019
sabato 26 gennaio 2019
Purscél!
Abruzzo
maiale: pòrche,majèle, puorc
Basilicata
maiale: porce, puorco, purcelle
maiale: porce, puorco, purcelle
Calabria
maiale: perceju, porcèju, puarcù, purceddru, purceddu, tròja, vèrru
maiale: perceju, porcèju, puarcù, purceddru, purceddu, tròja, vèrru
Campania
maiale: puorco/ purciello, puorco/purciello, puorcu
maiale: puorco/ purciello, puorco/purciello, puorcu
Emilia Romagna
maiale: busgat,, gogn, gozen, gozén, gognén, grëin, gusèn, guzén, lümäl, nimäl, ninàtt, nümàl, nümäl, pórch, pôrk (baghìn a Cesena-Rimini), tabarèin
maiale: busgat,, gogn, gozen, gozén, gognén, grëin, gusèn, guzén, lümäl, nimäl, ninàtt, nümàl, nümäl, pórch, pôrk (baghìn a Cesena-Rimini), tabarèin
Lazio
maiale: puórche
maiale: puórche
Liguria
maiale: porcu
maiale: porcu
Lombardia
maiale: animal, cion, gnut, gugét, gugnei, Gugnìn, maàl, maiàl, nimal, nimàl, nimàl, nimàl, porc, porc, porch (raro), purcèll, purscell, pursé, pursél, pursél, roi, sunì, Ver, verr (Milano)
maiale: animal, cion, gnut, gugét, gugnei, Gugnìn, maàl, maiàl, nimal, nimàl, nimàl, nimàl, porc, porc, porch (raro), purcèll, purscell, pursé, pursél, pursél, roi, sunì, Ver, verr (Milano)
Marche
maiale: baghìn, baghin (Urbino), cióncarìn, guerru, porcu, puorche, vilurdu
maiale: baghìn, baghin (Urbino), cióncarìn, guerru, porcu, puorche, vilurdu
Piemonte
maiale: (lo) crin, crin, crin, porc, porchët, purscél, pursé
maiale: (lo) crin, crin, crin, porc, porchët, purscél, pursé
Puglia
maialetto: ciaccarìedde, porcu
maialetto: ciaccarìedde, porcu
Sardegna
maialetto: porcheddu
maialetto: porcheddu
Sicilia
maiale: porcu, porceddu
maiale: porcu, porceddu
Toscana
maiale: baghino, maiale, nino, zizò (Carrara)
maiale: baghino, maiale, nino, zizò (Carrara)
Umbria
maiale: porcu, verro
maiale: porcu, verro
Valle d'Aosta
maiale: gadin, cayon
maiale: gadin, cayon
Veneto
maiale: másc-cio, porselo, Porthel
maiale: másc-cio, porselo, Porthel
venerdì 25 gennaio 2019
St-Lizier! San Licerio
San Licerio,
nato in Spagna, fu discepolo di San Fausto vescovo di Riez che poi seguì in
esilio. Dopo la morte di Fausto, Licerio si recò a Rodez presso San Quinziano
che lo ordinò prete. Infine fu eletto vescovo del Couserans. Un episcopato sconvolto
dalla lotta franco-visigota del principio del VI secolo. In
questo contesto fu definito defensores
civitatis.
La
tradizione e il martirologio ricorda la morte del vescovo Licerio il 27 agosto
del 540.
I suoi resti mortali, ritrovati alla fine del
IX secolo, vennero custoditi in una nuova chiesa, consacrata nel 1117 da san Raimondo,
vescovo di Barbastro. Il culto del vescovo Licerio è diffuso nel Sud della
Francia e in Spagna.
San
Licerio ha dato il suo nome al piccolo borgo dell’Ariège, St-Lizier, la cui
chiesa conserva un busto reliquiario del XIII secolo.
Nella regione dell’Aquitania in
Francia nella cittadina che poi da lui prese il nome, san Licerio, vescovo,
che, di origine spagnola e discepolo del vescovo san Fausto di Riez, protesse
con le sue preghiere la città dall’invasione dei Visigoti.
lunedì 21 gennaio 2019
Madre du Bourg
La
serva di Dio Anna Rosa Giuseppina du Bourg, nata a Rochemontes, Haute-Garrone
(Francia) il 25 giugno 1788, è la fondatrice della Congregazione della Suore
del Salvatore e della Santa Vergine (in francese Sœurs du Sauveur et de la
Sainte-Vierge).
Anna
Rosa Giuseppina, anima contemplativa, rimasta orfana, si stabilì a Limoges,
dove era vescovo suo zio Mons. Filippo du Bourg, e trascorse molti anni come religiosa
tra le Ospedaliere di Sant'Alessio e poi tra le monache del Verbo Incarnato: ma
poi sempre più capì che il Signore la chiamava a fondare un nuovo istituto,
dedito all'insegnamento, la catechesi parrocchiale e alla cura dei malati.
Nel
1835 diede inizio a Terrasson alla Congregazione delle Suore del Salvatore e
della Santa Vergine, approvata il 25 febbraio 1834 da Mons. Alessandro de Lostanges,
vescovo di Périgueux. Le suore si diffusero rapidamente nelle diocesi di
Périgueux, Clermont e Limoges e nel 1835 la casa-madre venne stabilita a La
Souterraine.
Madre
Maria di Gesù du Bourg fondò anche il ramo delle Piccole suore istitutrici
delle campagne, composto da suore di vita apostolica, inviate a due e due nei
piccoli villaggi rurali come insegnanti, catechiste e infermiere, ramo che poi
su richiesta della Santa Sede fu soppresso nel 1891.
La
venerata madre Maria di Gesù muore in odore di santità a La Souterraine il 26
settembre 1862.
La
Congregazione conobbe un rapido e notevole sviluppo, ma tra il 1902 e il 1903, a
causa delle leggi anticattoliche e anticlericali, subì un arresto, tanto che le
suore dovettero chiudere 68 delle 82 case in Francia e stabilirsi all'estero
(Belgio, Italia)
L'istituto
ricevette il riconoscimento pontificio il 13 gennaio 1873 e il 6 giugno 1904
giunse l'approvazione definitiva delle costituzioni.
La
causa di canonizzazione di Madre Maria du Bourg fu aperta il 21 Novembre 1920
presso la diocesi di Limonges. Il decreto di non culto, secondo le normativa di
papa Urbano, sono del 22 Marzo 1927.
venerdì 18 gennaio 2019
Beata Bionda Foschi, prega per noi!
Il primo post di questo 2019 è legato ad una nuova scoperta, per me, infatti la Bibliotheca Sanctorum riporta questo esempio di santità.
È la Beata Bionda Foschi.
È uno dei quattro Beati nativi nella città di Verucchio, cioè: Gregorio Celli, Galeotto Roberto Malatesta e Giovanni Gueruli.
Bionda era una nobildonna alla
quale furono uccisi il marito ed il figlio dai tiranni Malatesta. Perdonando ed
accettando con cristiana rassegnazione la sua sorte. La Beata è terziaria dei
Servi di Maria ed è solo "ricordata" nella sua città di Verucchio. Morì nel 1411. Si crede
fosse sepolta nella chiesa di S. Maria dei Servi nel borgo Vernino in Verucchio
(FC).
Narra la tradizione, immortalata
dall’iconografia, che la Beata rimasta vedova, i nemici della famiglia, i
Malatesta, uccidono il suo unico figlio, a cui cavano il cuore. Poi con uno
stratagemma venne dato alla povera madre da mangiare. La Beata scoperto la
crudeltà reagì con il perdono per i suoi nemici.
Un video su youtube, anche se con qualche errore sull'iconografia e sull'Ordine dei Servi di Maria, ne delinea la figura.
Un'altra pagina sul web, menziona una figura di santità omonima, di cui però non c'è traccia sulla Bibliotheca Sanctorum.
mercoledì 26 dicembre 2018
San Stefano venerato a Salice (ME): tre santi un nome
Avevamo già parlato del culto di S. Stefano e dei tre Stefano a Salice. Questo nuovo articolo, tratto da un post di FB di G.B. Anania, è così intelligente che lo pubblico.
La
fede e la devozione dei salicesi è sempre ruotata intorno a tre figure di
santi, tutti con lo stesso nome: Stefano. La devozione dei fedeli si è sempre
rivolta al Santo Stefano Protomartire della Chiesa occidentale, ad un S.
Stefano di Costantinopoli, monaco orientale del sec. VIII, conosciuto come il
Giovane o il Greco, e ad un monaco di nome Stefano, vissuto proprio a Salice e
ivi morto in odore di santità. Quest'ultima figura viene talvolta confusa con
le altre due e in particolare con la seconda. Dalla commistione di questi due
Stefano (il Giovane e il Salicioto) viene fuori la figura di Santo Stefano
Juniore. C'è da dire che il culto e la devozione al protomartire si sono
diffusi quasi certamente in un'epoca abbastanza posteriore a quella di Santo Stefano
il Giovane. Padre Antonino Settineri nel 1948 scriveva: "Qualcuno spiega questa seconda devozione (del protomartire) per
il fatto che essendo stato un tempo desiderio di qualche cappellano locale
rintracciare qualche reliquia del Santo venerato nel villaggio (il Giovane) ed
avendone chiesta a Roma per errore gli fu spedita una reliquia del Santo
protomartire. Nacque così la devozione al santo della reliquia che col tempo
soppiantò nella celebrazione esteriore quella del Santo Juniore". In
ogni caso non si può affermare con certezza a quale evento è collegata la
diffusione della devozione di questo Santo, non curanza od errore, fatto sta
che il culto del protomartire fu ben accetto da tutti e si diffuse tra i
fedeli. S. Stefano il Giovane, nato a Costantinopoli tra l'agosto e il dicembre
del 715 e morto nello stesso luogo il 28 novembre 768, è conosciuto anche come
il martire dell'iconoclastia. A Salice il suo culto si diffuse in seguito alla
costruzione di un monastero basiliano di cui si sono perse le tracce, ma di cui
è provata l'esistenza in un manoscritto del 1342. Con il tempo il nome di S.
Stefano il Giovane si è confuso con quello di un monaco che, secondo la
tradizione, visse in questo monastero e fu lapidato e sepolto a Salice. Questa
figura è avvolta dal mistero in quanto non esistono fonti o documenti che
comprovano la sua esistenza. I due Santi, quindi, vengono ad assimilarsi,
nonostante per gli abitanti sia chiaro il fatto che S. Stefano il Giovane non
venne mai a Salice e che si parla di due figure distinte che poi, di fatto,
durante le celebrazioni diventano un tutt'uno. Il giorno in cui la Chiesa
celebra ufficialmente S. Stefano il Giovane è il 28 novembre, il giorno della
sua morte. A Salice la ricorrenza cade, invece il 29 ottobre, giorno in cui si
fa risalire la morte di S. Stefano di Salice.
martedì 25 dicembre 2018
Un giorno santo è spuntato per noi!
C'era una volta un signore molto ricco che aveva un figlio.
Questo figlio si chiamava Hatem ed era molto buono con i poveri: li aiutava in ogni modo, dava loro cibo e vestiti e avrebbe dato perfino la vita se fosse stato necessario.
Il re di quella
terra sentì parlare di quest'uomo così buono e divenne geloso della sua
popolarità. Ordinò alle sue guardie di bruciare la casa di Hatem e di appendere
un cartello nella strada con scritto:
«Chi
mi porterà Hatem vivo o morto riceverà una ricompensa di 25.000 ducati d'oro»
Gli amici di Hatem
lo avvertirono e gli dissero di abbandonare subito la città.
Così travestito da
mendicante si rifugiò nella foresta.
Camminò per
chilometri e chilometri finché trovò una caverna dove poté riposarsi.
Si era appena
seduto su un tronco e stava riflettendo sulla sua sventura, quando sentì un
povero tagliaboschi che, appoggiato ad un albero lì vicino, diceva:
«Se
trovassi Hatem tutti i miei problemi sarebbero risolti»
Hatem ebbe pietà
del vecchio e gli disse:
«Eccomi,
sono Hatem. Portami dal re e riceverai la ricompensa promessa»
Il vecchio rimase
stupito, ma non seguì il consiglio di Hatem, perché non voleva che egli
morisse.
All'improvviso si
sentì un fruscio tra i cespugli e, prima che Hatem potesse capire di cosa si
trattasse, quattro guardie del re lo avevano bloccato.
Ogni guardia
desiderava per sé l'intera ricompensa e cominciarono a discutere.
Ognuna di loro
sosteneva di avere trovato Hatem per prima. Alla fine lo portarono al palazzo
reale dove il re in persona lo interrogò.
Hatem disse che
l'unica persona che meritava veramente la ricompensa era il povero
tagliaboschi, il primo che lo aveva trovato. Il re fu colpito dall'onestà di
Hatem e scese dal trono per abbracciarlo.
Un
giorno santo è spuntato per noi:
venite
tutti ad adorare il Signore;
oggi
una splendida luce è discesa sulla terra.
Alcuni
dicono che se non è Natale ogni giorno, non è mai Natale.
Il
Natale di Gesù è la festa di un Dio buono che rende buono il cuore dell’uomo,
di ogni uomo, e la bontà che non è buonismo o “a Natale si può”, ma è l’unica strada che cambierà il mondo, anche
se alcune volte pare la via degli stupidi!
A
quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio!
Beati
gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Quanto
è difficile in questo mondo essere buoni … come Dio!
Tu
cerca di esserlo, provaci, riprovaci, poi farà Dio…. Nulla è impossibile a Dio.
Buon
Natale del Signore Gesù.
sabato 22 dicembre 2018
Natale del Signore
Babbo Natale non esiste!
Forse raccontare le bugie ai nostri figli non fa bene, lo dicono alcuni esperti di psicologia, il Natale è di Gesù, se poi fosse o meno nato il 25 dicembre, non ci porta, alcuni dicono no, altri dicono si, altri dicono che è il giorno di una festa pagana del Sole invicto e che poi fu cristianizzata. Se è così ci può stare, senza lo scandalo di nessuno, è la storia!
"Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia".
Questo è il segno per i
pastori (...) per noi ancora, qui, lo stesso segno perché Gesù, nella sua
umanità, ci dice qui qualcosa di definitivo. Gli anni sono passati. La vita
pubblica è iniziata, e alla fine quell'essere avvolto nel lenzuolo, e
quell'altro giacere nel freddo del sepolcro, a vedere bene, il Segno resta lo
stesso.
La meraviglia di Dio
per noi, la meraviglia dell'uomo per Dio è questo piccolo bambino avvolto in
fasce, giacente, legato, affidato, abbandonato!
Egli griderà: Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato!
(Sal. 22)
Questa parola dell'uomo
scritta in un salmo che fu veramente, per Lui, parola di Dio. Il vangelo non ha
timore di metterla nella sua bocca. Si trova là un mistero che bisogna cercare
altrove. Maria, sua madre, non l'ha abbandonato. E neanche Dio poteva
abbandonare il suo Santo, il suo Giusto... Luca mette allora sulla bocca di
Gesù in croce un altro versetto di un salmo che offre la chiave di lettura del "Gesù abbandonato": "nelle tue mani consegno il mio
spirito"!
Abbandonato ha anche un
significato attivo, di colui che si lascia fare, condurre, portare, guidare;
colui che abbandona la volontà propria per quella di un altro. Questo tipo di
abbandono è "la morte della propria
volontà", diceva Francesco di Sales.
Per me "Gesù
abbandonato" è là ed è il segno che ci è donato nella nostra notte, in tutte
le nostre notti - non c'è abbandono senza notte, senza quest'atto di fiducia
che implica l'ignoto. È questo che distingue l'abbandono dall'obbedienza, dalla
sottomissione a una volontà espressa, manifestata, conosciuta.
L'abbandono non è
nemmeno rassegnazione, accettazione, indifferenza dal momento che in tutte
queste cose vi è qualcosa di passivo, di subìto, una nota negativa.
Ed ecco precisamente
che su questa culla di neonato, tutto abbandonato, è proclamata la Buona
Novella della Pace per gli uomini che Dio ama, gli uomini ai quali va la sua
benevolenza, ai quali vuole bene! Pace agli uomini che si abbandonano all'amore
di Dio allo stesso modo di Questi, "il
Figlio in cui si è compiaciuto".
Questo significa: che
l'umanità può dare ormai un volto a Dio, quello di questo piccolo bambino, così
dipendente in tutto, e liberamente offerto affinché si possa dimorare in lui;
significa che Dio ha anche assunto un altro volto per l'uomo: non più
l'Onnipotente che si impone dall'alto, da lontano, ma questo Dio che si
abbandona, fragile, dipendente, consegnato al ben volere di una madre, di una
famiglia, e anche ai capricci di un popolo. In Dio, il Figlio non è che
quest’uomo nelle mani del Padre. Ed è in tale modo che viene ad abitare in
mezzo a noi … Affinché noi possiamo entrare in sintonia di cuore con Dio
attraverso la piccola via di Natale, quella dell'abbandono amoroso al
quotidiano dell'Eterno, una piccola via per noi, qui, ora.
(P.
Christian de Chergé, trappista martire)
A
tutti, Buon Natale del Signore Gesù.
venerdì 21 dicembre 2018
Decreti: un beato, undici venerabili
Sei italiani, un tedesco, un polacco, un indiano, un bielorusso, uno spagnolo e un messicano.
BEATI
–
il martirio del Servo di Dio Riccardo
Henkes, Sacerdote della Società dell’Apostolato Cattolico; nato a Ruppach
(Germania) il 26 maggio 1900 e ucciso in odio alla Fede nel campo di
concentramento di Dachau (Germania) il 22 febbraio 1945
VENERABILI
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni
Pietraszko, Vescovo titolare di Torreblanda, Vescovo Ausiliare di Cracovia;
nato a Buczkowice (Polonia) il 7 agosto 1911 e morto a Cracovia (Polonia) il 2
marzo 1988
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe
Codicè, Sacerdote diocesano, Fondatore della Pia Unione delle Suore della
Visitazione della Vergine Immacolata; nato a Budrio (Italia) il 3 marzo 1838 e
morto a Vedrana (Italia) il 21 gennaio 1915
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Agostino
Giovanni Ukken, Sacerdote Siro-Malabarese, Fondatore della Congregazione
delle Suore della Carità; nato a Parappur (India) il 19 dicembre 1880 e morto a
Chowannur (India) il 13 ottobre 1956
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Doroteo
Hernández Vera, Sacerdote diocesano, Fondatore dell’Istituto Secolare
Cruzada Evangelica; nato a Matute de Almázan (Spagna) il 28 marzo 1901 e morto
a Madrid (Spagna) il 6 novembre 1991
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Melchiorre
Fordon (al secolo: Giuseppe), Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati
Minori Conventuali; nato a Grodno (oggi Bielorussia) il 5 agosto 1862 e ivi
morto il 27 febbraio 1927
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Girolamo
Maria Biasi (al secolo: Arcangelo), Sacerdote professo dell’Ordine dei
Frati Minori Conventuali; nato a Sfruz (oggi Italia) il 7 dicembre 1897 e morto
a Camposampiero (Italia) il 20 giugno 1929
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Michele
Zavala López, Sacerdote professo dell’Ordine di Sant’Agostino; nato a
Rancho Nuevo de Santa Clara (Messico) il 12 novembre 1867 e morto a Yuriria
(Messico) il 4 aprile 1947
–
le virtù eroiche della Serva di Dio Antonietta
Giugliano, Fondatrice della Congregazione delle Povere Ancelle di Cristo
Re; nata a New York (Stati Uniti d’America) l’11 luglio 1909 e morta a Portici
(Italia) l’8 giugno 1960
–
le virtù eroiche della Serva di Dio Leonarda
di Gesù Crocifisso (al secolo:
Angela Maria Boidi), Monaca professa
della Congregazione delle Suore della Passione di Gesù Cristo; nata a Quargnento
(Italia) il 10 luglio 1908 e morta ad Alessandria (Italia) il 22 ottobre 1953
–
le virtù eroiche della Serva di Dio Ambrogina
di San Carlo (al secolo: Filomena D’Urso),
Suora professa della Congregazione del Patrocinio di San Giuseppe; nata a Maranola
(Italia) il 1° gennaio 1909 e morta a Firenze (Italia) il 26 marzo 1954
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Carlo
Tancredi Falletti Di Barolo, Laico, Cofondatore della Congregazione delle
Suore di Sant’Anna; nato a Torino (Italia) il 22 ottobre 1782 e morto a Chiari
(Italia) il 4 settembre 1838
domenica 2 dicembre 2018
PICCOLI PASSI!
![]() |
| Madonna dei PICCOLI PASSI Castellammare di Stabia (NA) |
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
TRE PICCOLI PASSI!
mercoledì 28 novembre 2018
Regina, santa?
PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE
composta da S.E. Mons. Louis Boffet
Seguendo Gesù Cristo
Amico e Servitore dei poveri,
Ella non ha cessato di crescere
in carità e in santità.
Noi ti domandiamo di coronare
i Suoi meriti
nella gloria del Tuo cielo.
E Tu, Serva di Dio,
intercedi per noi.
Veglia sui nostri figli
e sulle nostre Patrie.
Ottienici, sul Tuo esempio,
la generosità nella prova
e la prontezza nel servizio per gli altri:
vera espressione della carità di Cristo.
E Tu, che hai vissuto intensamente
la lacerazione tra i cristiani,
pacifica gli spiriti,
placa i rancori
e che la Pace infine rifiorisca.
Signore, noi Te lo chiediamo
per Gesù Cristo
che regna nei secoli dei secoli.
Amen.
SANT’EUMENIO DI GORTINA
Dal Martirologio
Romano alla data del 18 settembre: A
Górtina nell'isola di Creta, sant'Eumenio, vescovo.
È il santo patrono
della città di Ficulle. Ciò in memoria del fatto che, secondo antiche leggende
medioevali, il santo protesse la città da attacchi nemici in un momento di
estrema difficoltà per i Ficullesi. Era appunto il giorno 18 settembre e gli
abitanti del borgo medioevale decisero di considerarlo santo protettore della
città.
La storia poco
documentata di questo Vescovo “lontano” si intrecciò con quella di Ficulle
proprio nel tardo Medio Evo, grazie ad un evento miracoloso che salvò Ficulle e
la sua popolazione da un lungo ed estenuante assedio: nella notte tra il 17 e
il 18 settembre centinaia di fiaccole misteriose comparvero sulle mura del
paese facendo desistere i nemici che, spaventati, le ritennero soldati di
guardia al castello.
Quando tutto sembrava
perduto, un patronus, un protettore, intervenne per rispondere alle preghiere
di invocazione e di aiuto che la popolazione ficullese, esausta ed affamata
dall’assedio nemico, rivolgeva a Dio nella speranza di protezione, conforto e
salvezza.
I ficullesi di allora,
grati per il miracolo ricevuto, la mattina seguente vollero ringraziare il loro
protettore cercandolo tra i Santi festeggiati il 18 settembre: lo individuarono
nel Vescovo Eumenio, appellato con il titolo di Taumaturgo, cioè capace di
miracoli, e citato come Fiaccola luminosa di dottrina. Questi suoi epiteti non
potevano lasciare dubbi.
Iscriviti a:
Post (Atom)












