mercoledì 20 luglio 2011

I Patroni delle Regioni d'Italia

"E bacio questi sassi e queste zolle,
Che fien lodate e chiare eternamente"

(Giacomo Leopardi)





S. GRATO (V secolo)
Patrono della Valle d'Aosta



S. AMBROGIO (339-397)
Patrono della Lombardia





S. VIGILIO (IV secolo)
Patrono del Trentino-Alto Adige




S. ANTONIO DI PADOVA (1195-1231)
Patrono del Veneto





SANTI ERMAGORA E FORTUNATO (III secolo)
Patroni del Friuli-Venezia Giulia


S. APOLLINARE (III secolo)
Patrono dell'Emilia-Romagna


S. FRANCESCO D'ASSISI (1181-11226)
Patrono dell'Umbria
Patrono d'Italia




SAN CAMILLO DE LELLIS (1550-1614)
Patrono dell'Abruzzo



S. NICOLA DI BARI (250-326)
Patrono della Puglia





MARIA MADRE DI DIO DETTA DI VIGGIANO
patrona della Basilicata




SAN GERARDO MAIELLA (1726 - 1755)
compatrono della Basilicata



SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE (1090 - 1153)
Patrona della Liguria



 
S. CATERINA DA SIENA (1347-1380)
Patrona d'Italia
Patrona d'Europa
 



 
S. FRANCESCO DI PAOLA (1416-1507)
Patrono della Calabria
compatrono della Sicilia




SAN BRUNO DI COLONIA (1030 – 1101)
compatrono della Calabria



 


IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA
Patrona della Sicilia





MARIA MADRE DI DIO DETTA DI MONTENERO
Patrona della Toscana




SAN GENNARO DI BENEVENTO (III - 305)
Patrono della Campania




MARIA MADRE DI DIO DETTA DI BONARIA
patrona della Sardegna




SANT'ANTIOCO M.
compatrono della Sardegna




MARIA MADRE DI DIO DETTA DI LORETO
Patrona delle Marche


SAN FILIPPO NERI
Patrono del Lazio?
SAN PIETRO CELESTINO
Patrono del Molise?
SANT' EUSEBIO DI VERCELLI
Patrono del Piemonte?





Preghiera di S.S. Benedetto XVI a Maria SS. per l'Italia


Santa Maria,Madre di Dio,
ti salutiamo nella tua casa.
Quì l'Arcangelo Gabriele ti ha annunciato che
dovevi diventare la Madre del Redentore;
che in te il Figlio eterno del Padre,per la potenza
dello Spirito Santo,voleva farsi uomo.
Quì dal profondo del tuo cuore hai detto:
"Eccomi sono la serva del Signore,avvenga di me quello che hai detto".
Così in te il Verbo si è fatto carne.
Santa Madre del Signore,aiutaci a dire si alla volontà di Dio anche quando non la comprendiamo.Aiutaci a fidarci della sua bontà anche nell'ora del buio.
Aiutaci a diventare umili come lo era il tuo Figlio Gesù e come lo eri tu.
Proteggi le nostre famiglie,perchè siano luoghi della fede e dell'amore,
perchè cresca in esse quella potenza del bene di cui il mondo ha tanto bisogno.
Proteggi il nostro Paese,perchè rimanga un Paese credente;perchè la fede
ci doni l'amore e la speranza che ci indica la strada dall'oggi verso il domani.
Tu,Madre buona,soccorrici nella vita e nell'ora della morte.
Amen

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano









20 luglio
SANT’APOLLINARE, vescovo e martire

Si tramanda che Sant’Apollinare divenne vescovo della Chiesa di Classe, presso Ravenna, nella regione Flaminia (Romagna) verso la fine del secondo secolo. Egli dischiuse ai pagani la ricchezza del mistero di Cristo e, arricchito dall’onore del martirio, raggiunse il Signore il 23 luglio. Menzionato per la prima volta dal Martirologio Gerominiano del V secolo in data 23 luglio quale “confessore” e “sacerdote”, ancora oggi il Martyrologium Romanum lo commemora in tale anniversario, anche se la memoria liturgica è anticipata di tre giorni.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 20 luglio: Sant’Apollinare, vescovo, che, facendo conoscere tra le genti le insondabili ricchezze di Cristo, precedette come un buon pastore il suo gregge, onorando la Chiesa di Classe presso Ravenna in Romagna con il suo glorioso martirio. Il 23 luglio migrò al banchetto eterno.

martedì 19 luglio 2011

I martiri delle catacombe o "corpi santi" in Calabria





Introduzione

La vita cristiana è segnata dal dono della Spirito Santo il quale, parlando in noi, ci fa riconoscere  Dio come Padre. Lo Spirito di Gesù è il dono che se accolto dalla nostra libertà, legandoci a Cristo, ci lega al suo destino: la santità. Infatti dice la preghiera Eucaristica III: " Padre santo fonte di ogni santità», è il Padre che in Cristo per opera dello Spirito, accolto dalla nostra libertà, ci santifica. Così ognuno di noi potrà dire come l’apostolo Paolo: «Per la grazia di Dio sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana».

Lo Spirito Santo, la grazia di Dio, è concesso a tutti, è dono gratuito di Dio, è dono uguale per tutti, perché è uno e indivisibile. Ciò che crea diversità è soltanto causato dalla risposta della libertà di ciascuno. È qui solo che c’è differenza tra noi tutti e i Santi.

La Chiesa, secondo la sua Tradizione, venera i Santi e tiene in onore le loro Reliquie e le loro immagini; nelle feste dei Santi proclama le meraviglie di Cristo nei suoi Servi e propone ai fedeli esempi da imitare.

I primi Santi venerati nella Chiesa sono i Martiri (= testimoni): quegli uomini e quelle donne che sparsero il loro sangue per restare fedeli a Cristo che per tutti aveva sacrificato la sua vita sulla croce. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici».

Gesù aveva preannunciato le persecuzioni per i suoi discepoli: «Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi... Sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro ed ai pagani. E quando sarete consegnati nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire: non siete, infatti, voi a parlare, ma lo Spirito del Padre che parla per voi».


La storia della Chiesa, di tutti i tempi e di tutti i luoghi, dall’età apostolica ai giorni nostri, è stata segnata dalla testimonianza di innumerevoli cristiani che sono stati arrestati, torturati ed uccisi in odio a Cristo. Il martirio è sempre stato ritenuto dai cristiani un dono, una grazia, un privilegio, la pienezza del Battesimo, perché si è «battezzati nelle morte di Cristo». Il Concilio Vaticano II così insegna: « Già fin dai primi tempi quindi, alcuni cristiani sono stati chiamati, e altri lo saranno sempre, a rendere questa massima testimonianza d'amore davanti agli uomini, e specialmente davanti ai persecutori. Perciò il martirio, col quale il discepolo è reso simile al suo maestro che liberamente accetta la morte per la salute del mondo, e col quale diventa simile a lui nella effusione del sangue, è stimato dalla Chiesa come dono insigne e suprema prova di carità. Ché se a pochi è concesso, tutti però devono essere pronti a confessare Cristo davanti agli uomini e a seguirlo sulla via della croce durante le persecuzioni, che non mancano mai alla Chiesa. » (LG 42).




San Fortunato Martire
Mileto (VV)


I “corpi santi”

È cosa notissima che i primi cristiani seppellivano i Martiri in cimiteri sotterranei, o catacombe, praticate presso i loro poderi , o presso i cimiteri della città.

San Girolamo fin dai suoi tempi così descrive: “Mentre da fanciullo mi trovavo a Roma, per lo studio della letteratura, ero solito con i compagni della stessa età e della medesima formazione, recarmi di domenica ai sepolcri degli Apostoli e dei Martiri; entrare nelle grotte scavate nel profondo delle terre, dove i corpi dei sepolti sono collocati lungo le pareti a destra e a sinistra di chi vi entra. Tante tenebre sono spezzate solamente da qualche raggio di luce fioca mandata da rare fessure, più che finestre, praticate a lunghi tratti nella volta, così da accedervi a stento”.

Tra la fine del XVI secolo vennero fatti molti scavi e studi sulle catacombe ed estratti molti corpi che vennero inviati in molti luoghi per essere venerati dai fedeli. Al “corpo santo” fu unito il vasetto di sangue.

Ma cosa è un “corpo santo”?

Con il termine di “corpo santo” o “martire delle catacombe” si identificano quelle reliquie ossee che, proveniente dalle catacombe romane e non solo, furono traslate nell’Urbe e nell’Orbe, in un periodo compreso tra la fine del XVI secolo e la seconda metà del XIX secolo.

Perché “corpo santo” e non “santo corpo”? La differente posizione dell’attributo (santo) rispetto all’oggetto (corpo) determina una differenza sostanziale: possiamo definirla una certezza d’identità del soggetto. Il “corpo santo” è un oggetto in quanto tale, un corpo di un defunto nelle catacombe, che solo in un secondo tempo ha una valenza sacrale.
Ma come riconoscere un “corpo santo” nelle catacombe? Tutte le sepolture erano di “martiri”? È un discorso molto grande che lasciamo ad altri studi, qui vogliamo solo rifarci a Marcantonio Boldetti (famoso custode pontificio e incaricato per l’estrazione dei corpi dalle catacombe), il quale dava per certe le spoglie scoperte attribuendole ad un martire dei primi tre secoli. La simbologia che definiva la sepoltura di un martire era: la palma, il XP, la scritta B.M. (“Beato Martire”), e poi nel suo interno un balsamario con “il sangue”. Spesso la lapide riportava il nome del “martire”, in caso contrario dopo l’estrazione veniva attributo un nome e i criteri di rinomina dei “corpi santi” è molto vario (ad esempio il nome del…. vescovo diocesano o pontefice in carica; titolare della Chiesa che accoglie il corpo; della catacomba da cui è estratto; eccetera).

Scrive il Boldetti, a tal proposito:

“Per evitare gli equivoci, che potrebbono nascere dalla somiglianza de’ Nomi. Il Sommo Pontefice Clemente IX., e doppo di esso la Sacra Congregazione sopra le Indulgenze e Reliquie determinarono che a’ Martiri Anonimi delle Catacombe, altri nomi non debbano imporsi, che certi attributi, o nomi appellativi, i quali convengono a ciascun Santo, come Giusto, Candido, Adeaodato, Vittore, Vittoria, Felice, Pio, ed altri consimili; mentre tutti sono Giusti, Candidi, Dati da Dio, Vittorio, Felici, Pii; Ed eccone il Decreto: Actum est de nominibus, quæ Sanctorum Martyrum Reliquiis fere imponuntur, eum nullibi appareat, quo nominee appellarentur; Et S. Congregatio dixit: In Decretis; statuerat enim fel. record. Clemens Papa IX ea sola nomina adhiberi, quæ omnium Sanctorum communia sunt, atque appellativa: omnes Justi, Candidi, Adeodati, Victoris c. vocari merito possunt; Imperochè sotto queste denominazioni unicamente si esprimono, o le loro virtù, o il loro merito, o il premio, e le Corone, a i loro meriti conferiti da Dio per la fortezza, con cui confessarono il nome di Cristo collo spargimento del proprio sangue, e col sacrificio della loro Vita per la Confessione della Cattolica Fede. (Boldetti, Lib. I Cap. XXIII pag. 109)

Ma perché poi gli stessi titoli appellativi corrispondono talvolta con quei nomi proprij de’ Santi, che sono descritti ne’ Matirologj come, Felice, Massimo, Fortunato, o altri, suppongono alcuni, e s’ingannano, che le Reliquie siano dei medesimi Santi notati in detti Martirologi. Con tal equivoco adunque, confondendo gli uni cogl’altri, s’inoltrano eziandio a pubblicarne (come han fatto di là da’ Monti) qualche Vita a tenore degl’Atti, appropriando, per cagione d’esempio, ad un Santo Anonimo coll’attributo di Felice, la vita, o gl’Atti stessi d’un Martire di vero nome proprio notato ne’ sagri Fasti; qual abuso, quantunque derivato da pia semplicità, con ragione disapprova il tante volte lodato P. Mabillone dicendo che tal sorta di Vite, e di libriccioli meritano d’essere proibiti: At bone Deus! Quales Vitæ, quales libelli! Ii certe qui merito in Indicem libellorum prohibitorum referendi essent; Poiché quantunque l’errore di pochi non pregiudica alla Religione, né la medesima Vita, quantunque impropria al Martire anonimo, in veruna maniera apporta pregiudizio all’essere di vero Martire qual’egli è; tuttavolta, in ciò rimanendo offesa la verità, non s’hanno a permettere, bastando il sapersi, che realmente abbia sofferto il Martirio. (Boldetti, Lib. I Cap. XXIII pag. 111)”.

Ciò che importa, oggi come oggi, è la valenza simbolica del “corpo santo”: un cristiano della Chiesa dei primi secoli (spesso dell’Urbe e quindi la comunione con la Santa Sede), un testimone verace del Vangelo, fino al dono della propria vita con il martirio.

Infine, il culto dei “corpi santi” è oggi vario: in oblio e le reliquie scomparse; molto vivo o addirittura vivace essendo il “martire” patrono di qualche località.

Il fenomeno dei corpo santi, se pur apparentemente, meno presente nel Mezzogiorno d’Italia, ha una sua presenza significativa che entra nella geografia del culto dei corpi santi proprio nel suo andamento vario.

In questo sottostante elenco – di corpi santi calabresi - vengono riportati, dove è possibile, i seguenti elementi: nome, luogo, località, catacomba, data estrazione e\o arrivo del sacro corpo (in alcuni casi sono parti del corpo – capo, ossa – e non il corpo integro) e festività. In alcuni casi è specificato, per curiosità e se è possibile, l’età del ”martire” e se il nome è proprio (n.p.).

1.        Agapito – santuario San Francesco – Paola (CS)  - SENZA CULTO
2.        Alessandro (?) – parrocchia – Montauro Superiore (CZ) - E’ COPATRONO
3.        Aurelia Marcia – chiesa San Giuseppe – Luzzi (CS) - ? – 1744- 11/7 e I dom./9 – HA CULTO
4.        Bonaventura - ? – Belmonte Calabro (CS) – NON SI HANNO NOTIZIE DI CULTO
5.        Clemente – santuario cattedrale S. Maria Assunta – Nicotera (VV) - NON SI HANNO NOTIZIE DI CULTO
6.        Felice (?) – parrocchia – Montepaone Superiore (CZ) - E’ COPATRONO
7.        Fortunato – cattedrale – Mileto (VV) - Ciriaca – 1777 – ultma dom.\8 - E’ PATRONO
8.        Fortunato – parrocchia – Taverna (CZ) -  NON SI HANNO NOTIZIE DI CULTO
9.        Geniale – parrocchia Santa Maria Maggiore – Aiello Calabro (CS) – Ciriaca – 1656 – I dom.\5 - E’ PATRONO
10.    Giustino – chiesa Santa Maria in Monserrato – Scigliano (CS) - NON SI HANNO NOTIZIE DI CULTO
11.    Innocenza – chiesa San Francesco di Paola – Longobardi (CS) - ? – XVII/XVIII – HA CULTO
12.    Innocenzo (Vincenzo) – parrocchia Santa Maria in Gamio – Saracena (CS) – Pretestato - 1668 (I) – HA CULTO
13.    Martire - ? – Vibo Valentia (VV) - NON SI HANNO NOTIZIE DI CULTO
14.    Martiri – parrocchia San Biagio – Serra San Bruno (VV) - NON SI HANNO NOTIZIE DI CULTO




15.    Pacifico – cattedrale – Gioia Tauro (RC) - NON SI HANNO NOTIZIE DI CULTO
16.    Valentino – convento San Daniele – Belvedere Marittimo (CS) - ? - 1755 – 14\2 – HA CULTO
17.    Venera (capo) – Museo diocesano – Tropea (VV) – necropoli cristiana di s. Orsola in Colonia – HA CULTO

Concludo con questa versione dialettale del Credo, per richiamarci al fatto che, il culto dei martire ci richiama alla fede della Chiesa.

‘U CRIJU (in dialetto sansostenese di Gregorio Capano)

Criju ‘ntra nnu sulu Deu, Patra onnipotenti, criaturi du’ celu e da’ terra, ‘e dde’tutti ‘i cosi visibbili ‘e mbisibbili.
Crìju ‘a nnu sulu Signuri Jesù Cristu uniggenitu higghju ‘e Ddeu nesciutu du’ Patra prima ‘e tutti i seculi. Deu da Deu, Luci da Luci , Deu veru da’ Deu veru, giniràtu, on criatu, da’ stessa sustanza du’ Patra. Pe’ mmenzu de’ Idru tutti ‘i cosi sugnu stati criati. Pe’ nnui omani e per ‘a sarvezza nostra scindìu du’ celu e pe’ òpara du’ Spiritu Santu s’incarnàu ntru senu da’ Vergini Maria e si hicia omu. Hù crucihissu pe’ nnui sutta Ponziu Pilatu, morìu e ffu siportu e ru terzu jornu risuscitàu sicundu ‘i Scritturi e sagghjìu ntru Celu e s’assettàu ara destra du’ Patra e de’ novu vena ntra gluria pe’ ggiudicàra i vivi ‘e ri morti, ‘u Regnu soi on ava hini.
Criju ara Chjesi ‘na, santa, cattolica e apostolica.
Prohessu ‘nu sulu vettisimu pe’ u perdunu di’ piccati e aspettu ‘a risurrizzioni di’ morti e ra vita du’ mundu chi bbena. Amen

lunedì 18 luglio 2011

Madonne Coronate ... in Calabria




Madonna delle Montagna di Polsi
"REGINA DEL POPOLO DEI BRUZI"



Il rito dell'Incoronazione delle immagini sacre e, in particolar modo, della Madonna nacque nel XVII secolo e veniva praticato con solennità e liturgie speciali, solo con l’approvazione del Capitolo Vaticano. Ispiratore di questa pratica di incoronare le immagini famose e prodigiose della Madre di Dio fu il cappuccino fra’ Girolamo Paolucci da Calboli di Forlì. Gemme preziose, oro, argento e denaro venivano raccolti dai fedeli per farne preziose corone poste poi sulle immagini della Vergine con il Bambino per ringraziare di miracoli avvenuti o per la protezione offerta in casi di grandi calamità.


Santa Maria Maggiore a Roma e la Madonna di Oropa, nel 1620, furono le prime immagini coronate canonicamente. Impulso decisivo a questa devozione mariana venne dato da Alessandro Sforza Pallavicini, conte di Borgonovo di Piacenza (1638), che lasciò un consistente legato al Capitolo Vaticano, con le rendite del quale, ogni anno, il Capitolo doveva fare confezionare alcune corone d’oro da inviare alle immagini miracolose. Dal 1631, in poi, ebbero seguito le annuali incoronazioni di immagine mariane antiche, venerate e miracolose, come richiedono le condizioni fissate dal Vaticano per le corone d’oro.

Dai praenotanda al Rito dell'Incoronazione di un'immagine della Beata Vergine Maria (contenuti nel Benedizionale), al numero 2034, si legge: “Spetta al vescovo diocesano, insieme con la comunità locale, giudicare sull'opportunità di incoronare l'immagine della beata Vergine Maria. Si tenga tuttavia presente che è opportuno incoronare soltanto quelle immagini che, essendo oggetto di venerazione per la grande fiducia dei fedeli nella Madre del Signore, godono di una certa notorietà, tanto che il luogo in cui son venerate è diventato sede e centro di genuino culto liturgico e di attivo impegno cristiano”.



Anche in Calabria si trovano sacre immagine mariane, venerate e miracolose, tra cui:




  • Curinga (CZ), Maria SS. del Carmelo - Incoronata dal Capitolo Vaticano il 16.7.1951




  • Palmi (RC), Maria SS. del Carmelo - Incoronata solennemente dal Capitolo Vaticano il 16 luglio 1896




     
  • Praia a Mare (CS), Madonna della Grotta - Incoronata il 13 maggio 1905


  • San Sosti (CS), Maria SS. del Pettoruto - Incoronata dal Capitolo Vaticano nell'anno 1903







  • Siderno (RC), S. Maria di Portosalvo - Incoronata l'8 settembre 1923  



  • Taurianova (RC), Maria SS. del Carmine - Incoronata solennemente dal Card. C. Confalonieri il 27 marzo 1960


     





  • Gimigliano (CZ), Madonna di Porto – Incoronata dal beato Giovanni Paolo II il 6 ottobre 1984




SARVI REGGINA
(preghiera in dialetto sansostenese di Gregorio Capano)

Sarvi Reggina, matri de’ misericordi,
vita durcezza e speranza nostra, sarvi.
A ttia ricorrìmu nui esuli higghj di Eva;
a ttia suspiràmu gimenti e ciangenti ntra cchista vadri ‘e lacrimi.
Orsù dunque, abbocata nostra,
rivolgi a nnui l’occhj toi misericordiusi e
mùstraci doppu chistu esiliu Jesù,
‘u hruttu benedittu du’ senu toi.
O crimenti, o pia, o durci Vergini Maria. 



 Il rito è descritto nel seguente link: Rito di Incoronazione della Beata Vergine Maria

domenica 17 luglio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





Parrocchia S. Bartolomeo
Brugherio (MB)

17 luglio
SANTA MARCELLINA, vergine
MEMORIA

Marcellina nacque a Roma (o, secondo altre fonti, a Treviri) da famiglia patrizia verso il 327 e si convertì in gioventù al cristianesimo. Fu maestra di fede per i fratelli minori, Satiro e Ambrogio, soprattutto dopo la morte della madre. Nel giorno di Natale del 353, ricevette il velo verginale da Papa Liberio in San Pietro in Vaticano. Nel 374, all'elezione episcopale del fratello Ambrogio, si trasferì con lui e Satiro a Milano. Nella città lombarda Marcellina continuò la vita comunitaria con le compagne venute da Roma, secondo una pia tradizione nella campagna milanese, zona in cui poi nacque la cittadina di Brugherio. Morì nel 397, pochi mesi dopo Ambrogio, e fu sepolta nella basilica ambrosiana.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 17 luglio: A Milano, santa Marcellina, vergine, sorella del vescovo sant’Ambrogio, che ricevette a Roma nella basilica di San Pietro il velo della consacrazione da papa Liberio nel giorno dell’Epifania del Signore.

sabato 16 luglio 2011

San Vitaliano vescovo, patrono dell'Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace

Eremo di San Vitaliano
Casola di Casertavecchia



Catanzaro, la città delle tre V (Vento, Velluti, Vitaliano), venera il vescovo di Capua Vitaliano come suo patrono principale della città dell'Arcidiocesi il 16 luglio (forse la data della traslazione dei suoi resti mortali).


busto reliquiario
Cattedrale di Catanzaro

I sacerdoti di tutta l'Arcidiocesi si radunano in tale occasione per rendere omaggio al Santo e scambiare il bacio di pace con l'Arcivescovo che celebra la Messa.


 
Eremo di San Vitaliano
Casola di Casertavecchia

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano








16 luglio
B. V. MARIA DEL MONTE CARMELO

Memoria mariana di origine devozionale. Il titolo del Carmelo ricorda l’eredità spirituale di Elia profeta, come contemplativo e strenuo difensore dell’unico Dio di Israele. Sul monte Carmelo, nel secolo XII, si raccolsero alcuni eremiti nell’intento di dedicarsi giorno e notte alla lode di Dio sotto il patrocinio della beata Vergine Maria.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 16 luglio: Beata Maria Vergine del Monte Carmelo, dove un tempo il profeta Elia aveva ricondotto il popolo di Israele al culto del Dio vivente e si ritirarono poi degli eremiti in cerca di solitudine, istituendo un Ordine di vita contemplativa sotto il patrocinio della santa Madre di Dio.

venerdì 15 luglio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano







15 luglio
SAN BONAVENTURA, vescovo e dottore della Chiesa
MEMORIA

Bonaventura (Bagnoregio, Viterbo, 1218 – Lione, Francia, 15 luglio 1274), mistico e pensatore medievale, dottore allo studio di Parigi, diede forma di sintesi sapienziale alla teologia scolastica sulle orme di Agostino. L’espressione più matura di questo umanesimo teologico è nell’«Itinerario della mente a Dio». Discepolo di san Francesco guidò con superiore saggezza il suo ordine (1257-1273), tanto da essere chiamato «secondo fondatore e padre». Vescovo e cardinale di Albano, partecipò al secondo Concilio di Lione e si adoperò per l’unità della Chiesa.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 15 luglio: Memoria della deposizione di san Bonaventura, vescovo di Albano e dottore della Chiesa, che rifulse per dottrina, santità di vita e insigni opere al servizio della Chiesa. Resse con saggezza nello spirito di san Francesco l’Ordine dei Minori, di cui fu ministro generale. Nei suoi molti scritti unì una somma erudizione a una ardente pietà. Mentre si adoperava egregiamente per il II Concilio Ecumenico di Lione, meritò di giungere alla visione beata di Dio.

giovedì 14 luglio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano








14 luglio
SAN CAMILLO DE LELLIS, sacerdote

Camillo (Bucchianico, Chieti, 1550 – Roma 14 luglio 1614), dopo molte peripezie nella vita militare e mondana, maturò la sua conversione in ospedale, dove era stato ricoverato per una piaga inguaribile. Al contatto con i malati si delineò la sua speciale vocazione al servizio del Cristo nei fratelli sofferenti. Per quest’opera di misericordia fondò l’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani).


(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 14 luglio: San Camillo de Lellis, sacerdote, che, nato vicino a Chieti in Abruzzo, dopo aver seguito fin dall’adolescenza la vita militare ed essersi mostrato incline ai vizi del mondo, maturò la conversione e si adoperò con zelo nel servire i malati nell’ospedale degli incurabili come fossero Cristo stesso; ordinato sacerdote, fondò a Roma la Congregazione dei Chierici regolari Ministri degli Infermi.

mercoledì 13 luglio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano








13 luglio
SANT’ENRICO, re

Enrico II (973 – Bamberga, Germania, 13 luglio 1024), duca di Baviera, fu coronato imperatore nel 1014 da Benedetto VIII. Insieme con la sposa santa Cunegonda ispirò la sua vita ad un alto modello di religiosità e integrità di costumi. Regnò, sollecito del benessere del suo popolo, attento sempre a promuovere l’elevazione umana e cristiana. Dietro sua insistenza il papa Benedetto VIII prescrisse il Credo nella Messa delle domeniche e delle feste principali (1014).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 13 luglio: Sant’Enrico, che imperatore dei Romani, si adoperò insieme alla moglie santa Cunegonda per rinnovare la vita della Chiesa e propagare la fede di Cristo in tutta l’Europa; mosso da zelo missionario, istituì molte sedi episcopali e fondò monasteri. A Grona vicino a Göttingen in Germania lasciò in questo giorno la vita.