giovedì 16 giugno 2011

16 giugno: Santi Martiri Giulitta con il figlio Quirico

San Quirico (Chirico) martire
patrono di Serra San Quirico (AN)

Santa Giulitta madre e martire
patrona di Serra San Quirico (AN)


Martirologio Romano, 16 giugno: In Asia Minore, commemorazione dei santi Quirico e Giulitta, martiri.



Inno ai martiri
O beati martiri,
o grappoli umani della vite di Dio,
il vostro vino inebria la Chiesa;
luci gloriose e divine,
che avete accettato con gioia tutti i tormenti
e vinto gli iniqui carnefici;
gloria alla potenza che vi ha assistito
quando combatteste!
Il Dio venuto per la nostra salvezza
abbia pietà di noi.
(Rabbula di Edessa, Inni)

mercoledì 15 giugno 2011

15 giugno: San Vito martire




San Vito Martire
Chiesa Parrocchiale di Telves (BZ)

Martirologio Romano, 15 giugno: In Basilicata, san Vito, martire.

lunedì 13 giugno 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





Statua del Santo
Parrocchia di S. Maria del Monte
San Sostene (CZ)


13 giugno
SANT’ANTONIO DI PADOVA
sacerdote e dottore della Chiesa
MEMORIA

Antonio (Lisbona, Portogallo c.1195 – Padova 13 giugno 1231), dopo un’intensa vita ascetica presso i Canonici regolari agostiniani di Coimbra, passò fra i Minori di san Francesco d’Assisi, con il quale si incontrò alla Porziuncola (1221). Predicatore del Vangelo, esercitò il suo ministero nell’Italia del nord e nella Francia meridionale. Della sua predicazione restano significative testimonianze nei suoi scritti omiletici. E’ universalmente venerato dal popolo cristiano. Le reliquie del Santo si custodiscono nella basilica omonima, che è meta di continui pellegrinaggi.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 13 giugno: Memoria di sant’Antonio, sacerdote e dottore della Chiesa, che, nato in Portogallo, già canonico regolare, entrò nell’Ordine dei Minori da poco fondato, per attendere alla diffusione della fede tra le popolazioni dell’Africa, ma esercitò con molto frutto il ministero della predicazione in Italia e in Francia, attirando molti alla vera dottrina; scrisse sermoni imbevuti di dottrina e di finezza di stile e su mandato di san Francesco insegnò la teologia ai suoi confratelli, finché a Padova fece ritorno al Signore.


Oggi…

13 anni della mia ordinazione sacerdotale
47 anni della morte della nonna Angela
1 anno della morte di don Aldo Farina, primo parroco della “Resurrezione di Gesù” di via Pisa



Il Miracolo Eucaristico "della Mula"


Il miracolo è avvenuto a Rimini.


« In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto ne sia indegno, tengo veramente tra le mani, ti dico, o animale, e ti ordino di avvicinarti prontamente con umiltà e di prestargli la dovuta venerazione. »

Come il santo ebbe finito di parlare, la mula, lasciando da parte il fieno, si sarebbe veramente avvicinata e inginocchiata, tra lo stupore e la commozione dei presenti, e l'eretico si sarebbe convertito. (da: Renzo Allegri, Il sangue di Dio. Storia dei miracoli eucaristici, Ancora)







La predica ai pesci


"L'operato di Antonio contribuì, in questo senso, a cambiare il volto del Francescanesimo che in quegli anni si costruiva una regola e un'identità. Ricevette l'incarico di predicare nell'autunno del 1222 e il territorio affidatogli comprendeva, oltre alla Romagna, l'Emilia, la Marca Trevigiana, la Lombardia e la Liguria. Il territorio assegnatogli era molto vasto ma egli non si scoraggiò. Fonti tardive inseriscono qui la leggenda della predicazione ai pesci. Antonio si trovava probabilmente a Rimini dove era una forte comunità catara. Al disprezzo ricevuto per la sua predicazione egli si rivolse ai pesci che miracolosamente si affollarono verso di lui come per ascoltarlo”. (da: wikipedia.org)

domenica 12 giugno 2011

1861 - 2011: 150 anni dalla nascita del primo beato del popolo rom-sinti

o Del si tumentsa!



Beato Zeffirino martire




ROMA, domenica, 12 giugno 2011 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il discorso pronunciato questo sabato da Benedetto XVI nel ricevere in udienza nell'Aula Paolo VI i rappresentanti delle diverse etnie di Zingari e Rom provenienti da tutta Europa in occasione del 150° anniversario della nascita e del 75° del martirio di Zefirino Gimenèz Malla, il primo Beato zingaro della storia.

* * *

Venerati Fratelli,
cari fratelli e sorelle!

o Del si tumentsa! [il Signore sia con voi!]

È per me una grande gioia incontrarvi e darvi un cordiale benvenuto, in occasione del vostro pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo Pietro. Ringrazio l’Arcivescovo Mons. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, per le parole che mi ha rivolto anche a nome vostro e per aver organizzato l’evento. Estendo l’espressione della mia gratitudine anche alla Fondazione “Migrantes” della Conferenza Episcopale Italiana, alla Diocesi di Roma e alla Comunità di Sant’Egidio, per aver collaborato a realizzare questo pellegrinaggio e per quanto fanno quotidianamente per la vostra accoglienza e integrazione. Un “grazie” particolare a voi, che avete offerto le vostre testimonianze, davvero significative.
Siete giunti a Roma da ogni parte d’Europa per manifestare la vostra fede e il vostro amore per Cristo, per la Chiesa - che è una casa per tutti voi - e per il Papa. Il Servo di Dio Paolo VI rivolse agli Zingari, nel 1965, queste indimenticabili parole: “Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore. Voi siete nel cuore della Chiesa”. Anch’io ripeto oggi con affetto: voi siete nella Chiesa! Siete un’amata porzione del Popolo di Dio pellegrinante e ci ricordate che “non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura” (Eb 13,14). Anche a voi è giunto il messaggio di salvezza, a cui avete risposto con fede e speranza, arricchendo la comunità ecclesiale di credenti laici, sacerdoti, diaconi, religiose e religiosi zingari. Il vostro popolo ha dato alla Chiesa il beato Zefirino Giménez Malla, di cui celebriamo il centocinquantesimo anniversario della nascita e il settantacinquesimo del martirio. L’amicizia con il Signore ha reso questo Martire testimone autentico della fede e della carità. Con l’intensità con cui egli adorava Dio e scopriva la sua presenza in ogni persona e in ogni avvenimento, il beato Zefirino amava la Chiesa e i suoi Pastori. Terziario francescano, rimase fedele al suo essere zingaro, alla storia e all’identità della propria etnia. Sposato secondo la tradizione dei gitani, assieme alla consorte decise di convalidare il legame nella Chiesa con il sacramento del Matrimonio. La sua profonda religiosità trovava espressione nella partecipazione quotidiana alla Santa Messa e nella recita del Rosario. Proprio la corona, che teneva sempre in tasca, divenne causa del suo arresto e fece del beato Zefirino un autentico “martire del Rosario”, poiché non lasciò che gliela togliessero di mano nemmeno in punto di morte. Oggi, il beato Zefirino vi invita a seguire il suo esempio e vi indica la via: la dedizione alla preghiera e in particolare al Rosario, l’amore per l’Eucaristia e per gli altri Sacramenti, l’osservanza dei comandamenti, l’onestà, la carità e la generosità verso il prossimo, specialmente verso i poveri; ciò vi renderà forti di fronte al rischio che le sette o altri gruppi mettano in pericolo la vostra comunione con la Chiesa.
La vostra storia è complessa e, in alcuni periodi, dolorosa. Siete un popolo che nei secoli passati non ha vissuto ideologie nazionaliste, non ha aspirato a possedere una terra o a dominare altre genti. Siete rimasti senza patria e avete considerato idealmente l’intero Continente come la vostra casa. Tuttavia, persistono problemi gravi e preoccupanti, come i rapporti spesso difficili con le società nelle quali vivete. Purtroppo lungo i secoli avete conosciuto il sapore amaro della non accoglienza e, talvolta, della persecuzione, come è avvenuto nella II Guerra Mondiale: migliaia di donne, uomini e bambini sono stati barbaramente uccisi nei campi di sterminio. È stato - come voi dite - il Porrájmos, il “Grande Divoramento”, un dramma ancora poco riconosciuto e di cui si misurano a fatica le proporzioni, ma che le vostre famiglie portano impresso nel cuore. Durante la mia visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, il 28 maggio 2006, ho pregato per le vittime della persecuzione e mi sono inchinato di fronte alla lapide in lingua romanes, che ricorda i vostri caduti. La coscienza europea non può dimenticare tanto dolore! Mai più il vostro popolo sia oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo! Da parte vostra, ricercate sempre la giustizia, la legalità, la riconciliazione e sforzatevi di non essere mai causa della sofferenza altrui!
Oggi, grazie a Dio, la situazione sta cambiando: nuove opportunità si aprono davanti a voi, mentre state acquistando nuova consapevolezza. Nel tempo avete creato una cultura dalle espressioni significative, come la musica e il canto, che hanno arricchito l’Europa. Molte etnie non sono più nomadi, ma cercano stabilità con nuove aspettative di fronte alla vita. La Chiesa cammina con voi e vi invita a vivere secondo le impegnative esigenze del Vangelo confidando nella forza di Cristo, verso un futuro migliore. Anche l’Europa, che riduce le frontiere e considera ricchezza la diversità dei popoli e delle culture, vi offre nuove possibilità. Vi invito, cari amici, a scrivere insieme una nuova pagina di storia per il vostro popolo e per l’Europa! La ricerca di alloggi e lavoro dignitosi e di istruzione per i figli sono le basi su cui costruire quell’integrazione da cui trarrete beneficio voi e l’intera società. Date anche voi la vostra fattiva e leale collaborazione, affinché le vostre famiglie si collochino degnamente nel tessuto civile europeo! Numerosi tra voi sono i bambini e i giovani che desiderano istruirsi e vivere con gli altri e come gli altri. A loro guardo con particolare affetto, convinto che i vostri figli hanno diritto a una vita migliore. Sia il loro bene la vostra più grande aspirazione! Custodite la dignità e il valore delle vostre famiglie, piccole Chiese domestiche, perché siano vere scuole di umanità (cfr Gaudium et spes, 52). Le istituzioni, da parte loro, si adoperino per accompagnare adeguatamente questo cammino.
Infine, anche voi siete chiamati a partecipare attivamente alla missione evangelizzatrice della Chiesa, promuovendo l’attività pastorale nelle vostre comunità. La presenza tra di voi di sacerdoti, diaconi e persone consacrate, che appartengono alle vostre etnie, è dono di Dio e segno positivo del dialogo delle Chiese locali con il vostro popolo, che occorre sostenere e sviluppare. Date fiducia e ascolto a questi vostri fratelli e sorelle, e offrite insieme a loro il coerente e gioioso annuncio dell’amore di Dio per il popolo zingaro, come per tutti i popoli! La Chiesa desidera che tutti gli uomini si riconoscano figli dello stesso Padre e membri della stessa famiglia umana. Siamo alla Vigilia di Pentecoste, quando il Signore effuse il suo Spirito sugli Apostoli che cominciarono ad annunciare il Vangelo nelle lingue di tutti i popoli. Lo Spirito Santo elargisca i suoi doni in abbondanza su tutti voi, sulle vostre famiglie e comunità sparse nel mondo e vi renda testimoni generosi di Cristo Risorto. Maria Santissima, tanto cara al vostro popolo e che voi invocate come “Amari Devleskeridej”, “Nostra Madre di Dio”, vi accompagni per le vie del mondo e il beato Zefirino vi sostenga con la sua intercessione.

Ringrazio di cuore tutti voi giunti qui alla sede di Pietro per manifestare la vostra fede e il vostro amore per la Chiesa e per il Papa. Il Beato Zefirino sia per tutti voi esempio di una vita vissuta per Cristo e per la Chiesa, nell’osservare i comandamenti e nell’amore verso il prossimo. Il Papa è vicino a ognuno di voi e vi ricorda nelle sue preghiere. Il Signore benedica voi, le vostre comunità, le vostre famiglie e il vostro futuro. Il Signore vi doni salute e fortuna. Rimanete con Dio!
Grazie! E buona Pentecoste a tutti voi!

[© Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana]



beato Zeffirino Gimenèz Malla



Gli altri testimoni del Vangelo del popolo rom-sinto, in causa di beatificazione, sono:

  • serva di Dio Emilia Fernàndez Rodriguez martire zgitana in Spagna
  • servo di Dio Juan Ramòn Gil Torres martire zgitano a Monovar in Spagna


Emilia Fernàndez Rodriguez


Juan Ramòn Gil Torres




PREGHIERA AL BEATO ZEFFIRINO

beato Zeffirino (Ceferino) Gimenez Malla, martire gitano

O Glorioso Martire del popolo sinti-rom,
in Italia siamo sempre alle solite,
quando qualcuno muore, allora si pensa ai problemi,
se no tutto procede  come al solito,
nessuno sa nulla e tutto è legale.

Poi muoio bruciati, per la loro situazione di povertà
quattro bambini del tuo popolo,
allora il popolo italico, i suoi sindaci e i suoi governanti si accorgono che le grandi città italiane hanno le loro "città della gioia" come le grandi città del sud del mondo.

O glorioso martire Zeffirino,
prega per il popolo italico,
perchè abbia cuore capace di compassione
e non solo di commozione temporanea,
perchè ogni tanto muore qualcuno,
così che
sappia prevenire che curare,
e realizzare il Regno di Dio
anche nelle "piccole" cose di ogni giorno.
Amen.

7 febbraio 2011

sabato 11 giugno 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





11 giugno
SAN BARNABA APOSTOLO
FESTA

L’apostolo Barnaba è ritenuto per tradizione fondatore della Chiesa di Milano. Barnaba (figlio della Consolazione), cipriota, diede agli Apostoli ciò che ricavò dalla vendita del suo campo (At 4,36-37) e «uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede, esortava tutti a perseverare con cuore risoluto nel Signore» (At 11,24). Accreditò Paolo di fronte alla Chiesa, fu suo compagno nel primo viaggio missionario e nel primo Concilio di Gerusalemme (At 9,27; 11,27-30; 13, 1-15.39). La sua memoria si celebra in questo giorno nei riti bizantino e siro. Il suo nome è inserito nel Canone Romano.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 11 giugno: Memoria di san Barnaba, Apostolo, che, uomo mite e colmo di Spirito Santo e di fede, fu annoverato tra i primi fedeli di Gerusalemme. Predicò il Vangelo ad Antiochia e introdusse Saulo di Tarso da poco convertito nel novero dei fratelli, accompagnandolo pure nel suo primo viaggio per l’evangelizzazione dell’Asia; partecipò poi al Concilio di Gerusalemme e, fatto ritorno all’isola di Cipro, sua patria di origine, vi diffuse il Vangelo.


Secondo la tradizione della Chiesa Ambrosiana è l’apostolo che designo il primo vescovo di Milano: Sant’Anatalo (Anatalone).

Il Santo martire Saba di Bozau è il San Saba il Goto del Martirologio Romano


San Saba il Goto, martire
fonte: preguntasantoral.es

Dopo aver letto la scheda su preguntasantoral.es devo annotare che il santo martire Saba di Bozau è il San Saba il Goto del Martirologio Romano.

Martirologio Romano, 12 aprile: In Cappadocia, nell’odierna Turchia, san Saba il Goto, martire, che, durante le persecuzioni scatenate contro i cristiani dal re dei Goti Atanarico, tre giorni dopo la celebrazione della Pasqua, essendosi rifiutato di mangiare le carni immolate agli idoli, dopo crudeli supplizi fu gettato nel fiume.

venerdì 10 giugno 2011

L’iconografia dei Santi Protomartiri Francescani




ROMA, giovedì, 9 giugno 2011 (ZENIT.org).- Venerdì 10 giugno, in preparazione della festa di sant’Antonio di Padova, a Terni – presso il Museo Diocesano – verrà presentato il volume Dai Protomartiri francescani a sant'Antonio di Padova. Atti della Giornata Internazionale di Studio (Terni, 11 giugno 2010)a cura di L. Bertazzo - G. Cassio, Ed. Centro Studi Antoniani, Padova, 2011.

Tale incontro prevede, dopo i saluti di mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia, gli interventi di don Lorenzo Cappelletti, del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, padre Pietro Messa della Scuola Superiore Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum, padre Luciano Bertazzo, direttore del Centro Studi Antoniani di Padova e don Claudio Bosi, direttore dell'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici Diocesani di Terni-Narni-Amelia.

Riportiamo qui di seguito le conclusioni del contributo di Giuseppe Cassio, L’iconografia dei Santi Protomartiri Francescani.

* * *

In occasione del 790° anniversario dal dies natalis dei Protomartiri Francescani – alla cui vista dei corpi martirizzati ebbe origine la vocazione francescana di sant’Antoniod i Padova – (1220-2010), la Diocesi di Terni-Narni-Amelia ha fatto richiesta alla Diocesi di Coimbra di alcune consistenti reliquie dei figli della sua terra, che sono state cortesemente concesse dal vescovo Albino Mamede Cleto. L’arrivo di questi sacri frammenti è stato accolto con vivo entusiasmo a Terni dal vescovo Vincenzo Paglia e successivamente dal clero, dai religiosi e dai laici dell’intero territorio diocesano. Prima di collocarle nella locale chiesa di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori le reliquie sono state chiuse in un reliquiario fatto eseguire appositamente dalla Provincia Serafica – in collaborazione con l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici – ad Ulderico Pettorossi di Torgiano (Perugia) per essere poi portate in peregrinatio nelle principali località e conventi diocesani (Eremo di Sant’Urbano, Narni, Calvi dell’Umbria, Amelia, Lugnano in Teverina, Stroncone, San Gemini e il Monastero Clarisse “Ss. Annunziata” di Terni). L’occasione della deposizione definitiva delle reliquie nella chiesa di Sant’Antonio si è rivelata l’occasione propizia per elevare la stessa a Santuario Antoniano dei Protomartiri durante la solenne liturgia del 13 giugno 2010. All’interno della chiesa le reliquie sono state poi collocate sull’altare loro dedicato posto proprio di fronte a quello di sant’Antonio, sopra il quale è stata realizzata una nuova pala di grandi dimensioni commissionata a Piero Casentini (Roma, 1963).

Nel contesto di una chiesa ad alta frequenza di fedeli si è preferito propendere verso un’opera che celebrasse solennemente l’evento santuariale e il rientro delle reliquie dei Santi Protomartiri attraverso un’immagine “forte” nel contenuto e al contempo adatta ad inserirsi sobriamente nell’equilibrio cromatico presente all’interno grazie alle pareti in mattoncini e alle poche immagini pittoriche venerate, tra cui quella di Santa Rita che, spostata dalla sua sede per permettere l’istallazione della nuova pala, trova spazio poco oltre. Il contenuto gira tutto intorno alla tavola centrale che celebra la santità dei cinque frati proponendoli alla devozione nella loro minorità con i simboli dell’itineranza come il saio corto atto a facilitare il cammino e del martirio come la palma della gloria. Vista l’assenza plurisecolare del culto di questi santi si è scelto di far ruotare attorno alla loro immagine una serie di formelle che propongono alcune scene tratte dalla loro vita e cioè: San Francesco invia i missionarii in Marocco, la Predica a Marrakech, il Martirio, la Chiamata di Fernando a entrare nell’Ordine dei Minori ed infine, in basso, l’Apparizione dei cinque martiri al Miramolino. A livello iconologico ogni pannello richiama alcuni aspetti della vocazione cristiana come la Missionarietà, l’Annuncio, l’Offerta di sé, la Sequela e la Misericordia (concetto già affrontato nella miniatura del Graduale di Monaco), temi di straordinaria attualità particolarmente cari all’Ordine minoritico che vede in essi una strada privilegiata per conformarsi a Cristo come fece frate Francesco. Le braccia incrociate dei due proposte in alto non sono quindi solo un simbolo ma un invito ad interrogarsi sul senso della propria chiamata, affidandone l’intercessione a chi ha avuto il coraggio di annunciare Cristo senza vergogna fino all’effusione del sangue.

La pala dei Santi Protomartiri conferma ancora una volta l’abilità tecnica e la sensibilità intuitiva dell’artista, che interpreta i soggetti con la sua ormai contraddistinta sobrietà ed eleganza. La forma scelta, concentrata sulla tavola centrale affiancata da sei formelle a mo’ di croce, richiama da vicino le pale istoriate qui reinterpretate in chiave contemporanea in una sorta di revival medievale. La scelta del monocromo (che varia dal seppia grigio-marrone al terra di Siena) posato sul candore della superficie, seppur distanziato, si associa perfettamente al contesto architettonico animandone il laterizio sovrapposto che interrompe la propria ritmica corsa per dar respiro all’opera, che si apre come una finestra carica di luce dalla quale entra l’apparizione improvvisa e discreta dei cinque santi frati. E questo in virtù del fatto che proprio di fronte alla pala dei Protomartiri, ma sulla navata opposta, si trova l’altare di sant’Antonio di Padova, con il quale la nuova opera si specchia in una sorta di dialogo iconografico che rimarca perpetuamente lo stretto legame tra il Santo portoghese e i martiri umbri.


S. Antonio da Padova


[Il volume può essere prenotato presso l’Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi di Terni-Narni-Amelia (Piazza Duomo, 11 - 05100 Terni; tel. 0744-546563;  fax 0744-546562; e-mail: beni-culturali@libero.it; ufficiobeniculturali@diocesitna.it]


Vedi anche su wikipedia la scheda sul santuario di Sant'Antonio a Terni dove sono le reliquie dei Santi Protomartiri Francescani (CLICCA QUI)

Boston: avviata la causa di canonizzazione di un sacerdote dell'Opus Dei



Giuseppe Muzquiz
sacerdote dell'Opus Dei

BRAINTREE (Massachusetts), giovedì, 9 giugno 2011 (ZENIT.org).- L'Arcidiocesi statunitense di Boston ha avviato la causa di canonizzazione di padre Joseph Muzquiz, un sacerdote dell'Opus Dei che ha stabilito la prelatura personale negli Stati Uniti e ha lavorato per molti anni nell'area metropolitana di Boston.
Circa 150 persone, molte delle quali membri locali dell'Opus Dei, si sono riunite il 2 giugno nel centro pastorale dell'Arcidiocesi per l'apertura formale della causa di padre Muzquiz, riferisce la rivista arcidiocesana “The Pilot”.
“Tutti i cristiani sono chiamati ad essere santi, e siamo profondamente grati che l'Arcidiocesi di Boston stia intraprendendo questo sforzo per vedere se padre Joseph Muzquiz ha davvero vissuto una vita santa”, ha detto il portavoce dell'Opus Dei, Brian Finnerty.
Padre Muzquiz nacque in Spagna nel 1912 e nel 1941 venne ammesso nell'Opus Dei.
E' stato uno dei primi tre uomini ordinati sacerdoti per l'Opus Dei, e ha aiutato ad avviarla non solo negli Stati Uniti, ma anche in Canada, Giappone e Venezuela.
Negli anni Sessanta e Settanta ha lavorato in Europa e ha esercitato pressioni per la canonizzazione del fondatore dell'Opus Dei, San Josemaría Escrivá de Balaguer.
Tornato negli Stati Uniti nel 1981, vi è rimasto fino alla morte, avvenuta nel 1983.
L'evento del 2 giugno ha segnato l'inizio del primo stadio del processo di canonizzazione, che implicherà la raccolta di prove delle virtù cristiane eroiche. Se questa fase verrà completata con successo, la causa passerà alla Congregazione per le Cause dei Santi.
Padre David Cavanagh, sacerdote dell'Opus Dei e postulatore della causa di padre Muzquiz, ha affermato dopo la preghiera d'apertura che il sacerdote può essere considerato “una di quelle persone che hanno perseverato fino alla fine vivendo una vita di virtù eroiche sulla via della santità”.
Vari membri locali dell'Opus Dei presenti alla celebrazione hanno conosciuto padre Muzquiz, reagendo con favore all'avvio della sua causa.
John Coverdale, membro dell'Opus Dei da oltre 50 anni e autore di “Putting Down Roots: Father Joseph Muzquiz and the Growth of Opus Dei” (“Mettere radici: padre Joseph Muzquiz e la crescita dell'Opus Dei”), ha detto a “The Pilot” che il sacerdote era “una persona straordinariamente dedita che capiva chiaramente che Dio lo stava chiamando a fare qualcosa”.
“E' stato questo il punto centrale della sua vita”, ha aggiunto.

giovedì 9 giugno 2011

i cuccioli di Maura dopo 3 giorni!




Sono nati tra le 8 e le 12
di lunedì 6 giugno 2011

Maura, la madre

Ubaldo, il padre


NOVENA IN ONORE DELLA GLORIOSA SANTA MARINA VERGINE



Icona russa

O Dio, vieni a salvarmi
Signore, vieni presto in mio aiuto

Gloria al Padre… Amen.

COLLOQUIO 1°
O Angelo d’innocenza, gloriosa Santa Marina, per quei primi germogli di soprannaturale virtù, che si scorgevano nella Vostra fanciullezza, indizii ben chiari della futura eccelsa santità, a cui Iddio vi avea predestinata, e che crescevano in Voi col crescere dei giorni, in modo che, nell’età più tenera, Vi elevaste a tanta perfezione, da superare e vincere le inclinazioni cattive e disprezzando vanità e ricchezze, tutto deste a sollievo dei poveri, io Vi prego di ottenermi dalla divina misericordia il vero distacco da ciò che il mondo apprezza, per vivere solamente dell’amor di Dio.

Gloria al Padre… Amen.

Proteggete, o santa e pia l’alma nostra in agonia.

COLLOQUIO 2°
O Viola di penitenza, gloriosa Santa Marina, per quell’amore alla mortificazione, che il Signore così per tempo infuse nel Vostro cuore, per cui elevandovi sulla debolezza della natura, cambiando vesti Vi recaste a servire in un Convento di Eremiti, dove assoggettaste il Vostro innocente e tenero corpo a rigoroso digiuno, alla disciplina, al cilizio, e ad ogni sorta di mortificazioni, per servire e glorificare Dio, io Vi prego di ottenermi il vero spirito di mortificazione, affinché mi renda superiore alla concupiscenza della carne, alla superbia della vita ed all’ambizione del mondo.

Gloria al Padre… Amen.

Di virtù e santitade
di pochi anni ornata siete,
o gran Santa, ci ottenete
una simile bontade.

D’uom vestita in un convento
o gran Santa vi portaste,
e da monaco campaste,
con il cor lieto e contento.

O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.
O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.

Proteggete, o santa e pia l’alma nostra in agonia.

COLLOQUIO 3°
O Giglio di purità, gloriosa Santa Marina, per quella santa e rigorosa vigilanza, che usaste nel parlare, nel trattare cogli altri, perché affatto non si conoscesse da alcuno la vera Vostra condizione e per mantenere la Vostra mente, il Vostro cuore ed il Vostro corpo nella purità e santità, io Vi prego ottenermi dalla divina bontà la purità dei miei sensi e dell’anima mia per così piacere al Signore che ama e si compiace dei puri e degli innocenti.

Gloria al Padre… Amen.

Proteggete, o santa e pia l’alma nostra in agonia.

COLLOQUIO 4°
O Specchio ammirabile di pazienza, gloriosa Santa Marina, per quello spirito d’illimitata sofferenza che imparaste dal Redentor Crocifisso, che ricoperto dalla iniquità degli uomini, pagò e soddisfece la divina giustizia colla sua passione e morte, così Voi dichiarandovi peccatrice, abbracciaste tutto il peso di una infame calunnia, e volentieri Vi assoggettaste a soffrire la pena dell’altrui delitto, per cui fra insulti e disprezzi foste cacciata dal Sacro recinto, io Vi prego per tanto eroismo di virtù, di ottenermi il vero spirito di pazienza per soffrire con vera uniformità alla volontà di Dio le afflizioni e travagli di questa misera vita.

Gloria al Padre… Amen.

O gran Santa, che innocente
praticaste un tal rigore,
fate pur che io peccatore
v’imitassi penitente.

Paziente con gran costanza,
quell’infamia sopportaste
ed al mondo dimostraste
porre in Dio vostra speranza.

O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.
O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.

Proteggete, o santa e pia l’alma nostra in agonia.


Milazzo (ME)


COLLOQUIO 5°
O Serafina d’amore, gloriosa Santa Marina, per quella carità ardente, che compiva in Voi l’amoroso sacrifizio, che faceste del Vostro cuore a Dio, e per la quale accoglieste fra le Vostre braccia il fanciullo della colpa altrui senza curarvi del disonore e dei disprezzi che di continuo per ciò Vi facevano, e diretta da questa carità andavate girando per mendicargli il cibo, che il più delle volte vi si dava frammisto ad ingiurie e motteggi: io Vi prego per questo eccesso di virtù ad ottenermi il vero amore di Dio, per amarlo come Voi lo amaste, anche col sacrifizio della propria vita.

Gloria al Padre… Amen.

Proteggete, o santa e pia l’alma nostra in agonia.

COLLOQUIO 6°
O Vergine impareggiabile, gloriosa Santa Marina, per quella santa gratitudine e riconoscenza che aveste verso quei buoni Eremiti, che s’interposero colle loro preghiere per ottenervi il tanto desiderato ritorno nel Convento, e per quella profonda umiltà e perfetta ubbidienza, con che Vi assoggettaste ai più vili officii, facendovi serva di tutti, Vi prego ottenermi il vero spirito di umiltà e di ubbidienza, affinché per amore di Dio mi renda servo di tutti, e riconosca nei superiori i rappresentanti di Dio.

Gloria al Padre… Amen.

Foste esempio di umiltà
nel soffrire con amore,
dei disprezzi il disonore
chiedendo la carità.

Si chiamata nel convento
con far voi ogni altra cosa,
la più vile e faticosa
praticaste con contento.

O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.
O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.

Proteggete, o santa e pia l’alma nostra in agonia.


Venezia

COLLOQUIO 7°
O Colomba di Santità, gloriosa Santa Marina, per quella santa meraviglia, che si ebbero quei Frati nella Vostra preziosa morte, per cui riverenti ed ossequiosi, pubblicando tutto intorno le meraviglie del Signore in Voi operate, cominciarono ad onorare il Vostro nome, io Vi prego di ottenermi che nelle mie buone azioni non cerchi la lode degli uomini,ma solamente la gloria di Dio.

Gloria al Padre… Amen.

Proteggete, o santa e pia l’alma nostra in agonia.

COLLOQUIO 8°
O Rosa di Paradiso, gloriosa Santa Marina, per quel contento che aveste alla vostra morte nell’essere accolta con tanta gloria nel Cielo del Vostro sposo Gesù, che Voi in terra amaste tanto, e nel vedervi ascritta nel sublime, brillante coro delle Vergini, a cui solo è dato accompagnare il Divino Agnello, cantando un inno speciale di gloria in eterna beatitudine, che giammai più si perde: io Vi prego di ottenermi, che dopo la mia morte, l’anima mia fosse a parte di quella gloria immortale che deriva dalla visione di Dio.

Gloria al Padre… Amen.

Come giglio tra le spine
custodisce il bel candore,
arricchisce il vostro cuore
di virtù sante e divine.

Per la vita che illibata
conduceste voi quaggiù,
vi concesse il buon Gesù
di goder la gloria beata.

O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.
O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.

Proteggete, o santa e pia l’alma nostra in agonia.



COLLOQUIO 9°
O Stella luminosa del Cielo, gloriosa Santa Marina, per quella corona splenditissima di gloria, che il Signore, giusto rimuneratore della virtù e del merito, Vi ha dato non solamente nel Cielo, ma anche su questa terra, elevandovi agli onori degli altari, per aver Voi travagliato in tutta la Vostra vita per amor suo, e particolarmente destinandovi Protettrice di questo paese, noi ringraziamo di tutto cuore la sua divina maestà per averci posti sotto la Vostra speciale e valevole protezione, e Vi preghiamo di non dimenticarvi di questo popolo, che è stato a Voi affidato,, e di guardarlo sempre con uno sguardo di misericordia e di amore. Si o eccelsa Vergine, nostra Protettrice, pregate, pregate sempre per noi; liberateci da tutti i mali e pericoli spirituali e temporali, ed otteneteci l’abbondanza delle divine benedizioni, che ci consolino in terra, e ci rendano felici nell’eternità. Così sia.

Gloria al Padre… Amen.

O gran Santa a voi prostrati
vi pregiam che un Dio d’amore,
ci perdoni il nostro errore
e ci faccia un di beati.

Per la vostra intercessione
pregate per noi lassù
e guidaci quaggiù,
con la vostra benedizione.

O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.
O Santa Marina, del il popolo tuo,
tu spargi la grazia, la pace e l’amor.

Proteggete, o santa e pia l’alma nostra in agonia.

PREGHIERA A SANTA MARINA VERGINE
O Gloriosa Vergine di Gesù Cristo e nostra amabile Protettrice Santa Marina, con tutto ilo fervore della fede a Voi umilmente innalziamo la nostra preghiera. Deh! Volgete a noi dal cielo il Vostro sguardo pietoso, vegliate premurosamente su ciascuno di noi, su tutto il paese che pur si gloria di portare il Vostro venerato Nome; ve ne preghiamo su tutti, presenti e lontani, e impetrateci dallo Sposo vostro celeste lo Spirito buono, il timor santo di Dio, la grazia e l’amicizia del Signore. Si, o gloriosa nostra Protettrice, otteneteci il trionfo della nostra santa Religione, la santità della nostra Diocesi, e ai giusti impetrate la grazia della perseveranza, ai tiepidi il fervore, ai peccatori la conversione, alle famiglie la pace, agl’infermi la sanità, ai tribolati la pazienza, agli afflitti il conforto, ai bisognosi il necessario sostegno. O Santa Marina, in tutti gli istanti della vita guardateci amorosamente, difendeteci dai nemici di nostra eterna salute, e salvateci sotto le ali del vostro validissimo Patrocinio, affinché vivendo, come Voi, santamente in terra, possiamo con Voi gioire eternamente in Paradiso. Amen.

INNO DI SANTA MARINA VERGINE
Nei teneri anni il provvido padre
immune Vi rese dal mondo perverso,
portandovi seco nel sacro recinto
per crescere Santa agli occhi di Cristo.
Con cuore contento la regola amaste
del sacro recinto che dentro Vi accolse,
un calice amaro beveste ogni giorno
per farvi nel cielo un posto felice.

O Santa Marina di noi Protettrice
ricorda noi tutti nel bel Paradiso.

O Santa Marina, con pace serena
portaste una croce, che pari non havvi
con gioia verace quel bimbo nutriste
che perfida gente Vi volle attribuire.
Pel bimbo Voi andaste in cerca di cibo,
affronti improperi dal popolo aveste
e tutto soffriste con grande costanza
per simili farvi, all’amato Signore.

O Santa Marina di noi Protettrice
ricorda noi tutti nel bel Paradiso.

Questa è l'antica Novena in onore di Santa Marina Vergine che si prega dal 9 al 17 Giugno a Santa Marina di Milazzo (ME).

Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze Pedagogiche a don Virginio Colmegna





Chi è don Colmegna?
Il mio prete della cresima e postcresima, il mio prete che mi fece entrare in seminario.... oggi la sua pedagogia è stato insignita dalla Laurea Magistrale Honoris.

Vedi su Chiesa di Milano (QUI) un piccolo articolo sull'evento.

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





San Efrem il Siro

9 giugno
SANT’EFREM
diacono e dottore della Chiesa

Efrem (Nisibi, attuale Nizip in Turchia, c.306), diacono della Chiesa siriana e creatore di nuovi inni liturgici, ebbe tanta fama nell’Oriente cristiano che fu chiamato cantore di Cristo e della Vergine. Attinse dall’esperienza mistica la sua straordinaria sensibilità di scrittore e di poeta. Fu anche chiamato «cetra dello Spirito Santo». Secondo il «Chronicon edessenum» (540) è morto a Emessa, Siria (attualmente Turchia), il 9 giugno 373.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 9 giugno: Sant’Efrem, diacono e dottore della Chiesa, che dapprima in patria a Nisibi esercitò il ministero della predicazione e dell’insegnamento della sacra dottrina, poi, rifugiatosi a Edessa nell’Osroene con i suoi discepoli dopo l’invasione di Nisibi da parte dei Persiani, pose le fondamenta di una scuola teologica. Esercitò il suo ministero con la parola e con gli scritti e rifulse a tal punto per austerità di vita e dottrina da meritare per l’eleganza degli inni da lui composti l’appellativo di cetra dello Spirito Santo.