venerdì 4 marzo 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano







4 marzo
SAN CASIMIRO
(IN QUARESIMA È COMMEMORAZIONE FACOLTATIVA, RIMANDO AL 10 OTTOBRE)

Casimiro (Cracovia, Polonia, 1458 – Grondo, Lituania, 4 marzo 1484) figlio del re di Polonia e di Lituania, reggente di Polonia, alla gloria del regno temporale preferì l’umiltà e la castità perfetta nel servizio di Dio e nella diaconia dei poveri. Venerato come santo fin dalla sua morte, sulla sua tomba si verificarono moltissimi miracoli ed il re Sigismondo decise di inoltrare al papa Leone X una petizione per richiedere la canonizzazione del principe polacco. Nel 1521 il papa dichiarò San Casimiro patrono della Polonia e della Lituania, ma fu ufficialmente canonizzato solo nel 1602 dal pontefice Clemente VIII e nel 1621 la sua festa venne estesa alla Chiesa universale.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 4 marzo: San Casimiro, figlio del re di Polonia, che, principe, rifulse per lo zelo nella fede, la castità, la penitenza, la generosità verso i poveri e la devozione verso l’Eucaristia e la beata Vergine Maria e ancora giovane, consunto dalla tisi, nella città di Grodno presso Vilnius in Lituania si addormentò nella grazia del Signore.

mercoledì 2 marzo 2011

Il testamento spirituale del ministro cattolico Shahbaz Bhatti

“Io voglio servire Gesù”

foto da: andreasarubbi.it

Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa: «No, io voglio servire Gesù da uomo comune».
Questa devozione mi rende felice. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio sforzo e in questa mia battaglia per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese.
Molte volte gli estremisti hanno cercato di uccidermi e di imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Gli estremisti, qualche anno fa, hanno persino chiesto ai miei genitori, a mia madre e mio padre, di dissuadermi dal continuare la mia missione in aiuto dei cristiani e dei bisognosi, altrimenti mi avrebbero perso. Ma mio padre mi ha sempre incoraggiato. Io dico che, finché avrò vita, fino all’ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.
Voglio dirvi che trovo molta ispirazione nella Sacra Bibbia e nella vita di Gesù Cristo. Più leggo il Nuovo e il Vecchio Testamento, i versetti della Bibbia e la parola del Signore e più si rinsaldano la mia forza e la mia determinazione. Quando rifletto sul fatto che Gesù Cristo ha sacrificato tutto, che Dio ha mandato il Suo stesso Figlio per la nostra redenzione e la nostra salvezza, mi chiedo come possa io seguire il cammino del Calvario. Nostro Signore ha detto: «Vieni con me, prendi la tua croce e seguimi». I passi che più amo della Bibbia recitano: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro.
Per cui cerco sempre d’essere d’aiuto, insieme ai miei colleghi, di portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli assetati.

mercoledì 23 febbraio 2011

Santi e Beati della famiglia Gabrielli di Gubbio




beato Forte Gabrielli da Gubbio da gubbio.name


San Rodolfo Gabrielli (26 giugno) vescovo, fratello del beato Pietro Gabrielli, parente della beata Castora Gabrielli (14 giugno) e del beato Forte Gabrielli (9 maggio).



BEATA CASTORA GABRIELLI
sposa, madre, terziaria francescana

La beata Castora è figlia del conte Pietruccio Gabrielli di Gubbio e di Elena di Pietruccio Del Monte, conte di Corbara, visse nel secolo XIV.

Sposò giovanissima il giurista Santuccio (o Gualtiero) Sansoneri, conti di S. Martino e Bassinario, nel territorio di S. Angelo in Vado (PS).

Un matrimonio difficile in quando il marito la trattava aspramente. Castora fu donna di rara pietà e di profonda carità. Alla morte del marito, con il consenso del figlio Oddone, distribuì i suoi beni ai poveri e vestì l’abito del Terz’Ordine Francescano (TOS), trascorrendo il resto della sua vita in penitenza e preghiera. Morì il 14 giugno 1391 a Macerata, da dove il suo corpo fu poi traslato dal figlio nella chiesa di S. Francesco in S. Angelo in Vado.

Nella chiesa francescana di S. Angelo la beata è ancora venerata e invoca come patrona per i matrimoni difficili.


* * *




BEATO PIETRO GABRIELLI
monaco

Della nobile famiglia eugubina, nacque dopo il Mille nel castello di Camporeggiano presso Gubbio. Primogenito dei tre fratelli Gabrielli figli da Rodolfo e da Rezia (Rotia), fu di esempio al fratello Rodolfo, per cui dopo aver provveduto al fratelli malato Giovanni e alla madre vedova, entrò nel monastero di Fonte Avellana. Dei santi fratelli parla nei suoi scritti S. Pier Damiani. Infatti in una sua lettera a papa Alessandro II afferma che Pietro e Rodolfo conducevano una vita eremitica esemplare per glia altri monaci. Morì santamente qualche anno dopo il secolo XI e fu sepolto nella cattedrale di Gubbio. Un altare a San Gregorio al Celio in Roma lo raffigura nella pala d’altare dei santi e beati della famiglia Gabrielli. Il martirologio benedettino lo ricorda il 26 luglio e il 19 ottobre con il fratello Rodolfo.


BEATO FORTE GABRIELLI
monaco

Martirologio Romano, 9 maggio: Nel monastero camaldolese di Fonte Avellana, oggi nelle Marche, beato Forte Gabrielli, eremita.


monaco, vescovo di Gubbio

Martirologio Romano, 26 giugno: A Gubbio in Umbria, san Rodolfo, vescovo, che si adoperò nella predicazione e distribuì con prodigalità ai poveri tutto quel che riusciva a sottrarre alle spese legate alla sua persona.

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






23 febbraio
SAN POLICARPO, vescovo e martire
MEMORIA

Policarpo, discepolo dell’evangelista Giovanni, fu vescovo di Smirne (attuale Izmir, Turchia), dove accolse sant’Ignazio avviato a Roma per il martirio. Trattò con Papa Aniceto sulla data della Pasqua. All’età di ottantasei anni coronò la sua vita con il martirio (23 febbraio 155). Il racconto che attesta la sua passione è il più antico documento sul culto dei martiri. La sua preghiera sul rogo della immolazione finale è un prolungamento della liturgia eucaristica.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 23 febbraio: Memoria di san Policarpo, vescovo e martire, che è venerato come discepolo del beato apostolo Giovanni e ultimo testimone dell’epoca apostolica; sotto gli imperatori Marco Antonino e Lucio Aurelio Commodo, a Smirne in Asia, nell’odierna Turchia, nell’anfiteatro al cospetto del proconsole e di tutto il popolo, quasi nonagenario, fu dato al rogo, mentre rendeva grazie a Dio Padre per averlo ritenuto degno di essere annoverato tra i martiri e di prendere parte al calice di Cristo.

martedì 22 febbraio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






22 febbraio
CATTEDRA DI SAN PIETRO APOSTOLO
FESTA

La celebrazione odierna con il simbolo della cattedra pone in rilievo la missione di maestro e di pastore conferita da Cristo a Pietro, da lui costituito, nella sua persona e in quella dei successori, principio e fondamento visibile dell’unità della Chiesa.
In realtà la storia ci ha tramandato l'esistenza di due cattedre dell'Apostolo: prima del suo viaggio e del suo martirio a Roma, la sede del magistero di Pietro fu infatti identificata in Antiochia. E la liturgia celebrava questi due momenti con due date diverse: il 18 gennaio (Roma) e il 22 febbraio (Antiochia). La riforma del calendario le ha unificate nell'unica festa di oggi.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 22 febbraio: Festa della Cattedra di san Pietro Apostolo, al quale disse il Signore: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». Nel giorno in cui i Romani erano soliti fare memoria dei loro defunti, si venera la sede della nascita al cielo di quell’Apostolo, che trae gloria dalla sua vittoria sul colle Vaticano ed è chiamata a presiedere alla comunione universale della carità.

La Chiesa di Milano di rito ambrosiano celebra questa festa il 18 gennaio.

lunedì 21 febbraio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano







21 febbraio
SAN PIER DAMIANI,
vescovo e dottore della Chiesa

Pier Damiani (Ravenna 1007 – Faenza 22 febbraio 1072), uomo di aspra penitenza e di prolungata preghiera, uscì dall’amata solitudine contemplativa di Fonte Avellana, accettando d’essere vescovo e cardinale per meglio promuovere la purificazione e il rinnovamento della Chiesa afflitta da gravi abusi. E’ autore di importanti scritti liturgici, teologici e morali.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 21 febbraio: San Pier Damiani, cardinale vescovo di Ostia e dottore della Chiesa: entrato nell’eremo di Fonte Avellana, promosse con forza la disciplina regolare e, in tempi difficili per favorire la riforma della Chiesa, richiamò con fermezza i monaci alla santità della contemplazione, i chierici all’integrità di vita, il popolo alla comunione con la Sede Apostolica.

giovedì 17 febbraio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano







17 febbraio
SANTI SETTE FONDATORI DELL’ORDINE DEI SERVI DELLA BEATA VERGINE MARIA

Sette laici fiorentini, secondo la tradizione, si ritirarono sul monte Senario, presso la loro città (c. 1233), rispondendo a Dio che li chiamava a consacrarsi a lui nella vita orante e penitente sotto la guida e il modello della Vergine Maria. Dalla loro opera fiorì l’Ordine dei Servi di Maria. Uno di loro, Alessio Falconieri, morì nel 1310, secondo la tradizione, il 17 febbraio.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 17 febbraio: Santi sette fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria: Bonfilio, Bartolomeo, Giovanni, Benedetto, Gerardino, Ricovero e Alessio. Prima mercanti a Firenze, di comune accordo, sul monte Senario, si consegnarono nelle mani della beata Maria, istituendo l’Ordine sotto la regola di sant’Agostino. Vengono commemorati insieme nel giorno in cui si tramanda che Alessio, il più longevo, sia morto centenario.

lunedì 14 febbraio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano



Santi Cirillo e Metodio
Basilica Santuario di Loreto (AN)


14 febbraio
SANTI CIRILLO, monaco e METODIO, vescovo, patroni d’Europa
FESTA

Cirillo e Metodio, fratelli nel sangue e nella fede, nati a Tessalonica (attuale Salonicco, Grecia) all’inizio del sec. IX, evangelizzarono i popoli della Pannonia e della Moravia. Crearono l’alfabeto slavo e tradussero in questa lingua la Scrittura e anche i testi della liturgia latina, per aprire ai nuovi popoli i tesori della parola di Dio e dei Sacramenti.
Per questa missione apostolica sostennero prove e sofferenza d’ogni genere. Papa Adriano II accreditò la loro opera, confermando la lingua slava per il servizio liturgico. Cirillo morì a Roma il 14 febbraio 869. Metodio, consacrato vescovo di Sirmio (Jugoslavia) e nominato legato presso gli Slavi, morì a Velehrad (Cecosvlovacchia) il 6 aprile 885. Giovanni Paolo II con la lettera apostolica «Egregiae virtutis» del 31 dicembre 1980 li ha proclamati, insieme a san Benedetto abate, patroni d’Europa.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 14 febbraio: Memoria dei santi Cirillo, monaco, e Metodio, vescovo. Questi due fratelli di Salonicco, mandati in Moravia dal vescovo di Costantinopoli Fozio, vi predicarono la fede cristiana e crearono un alfabeto per tradurre i libri sacri dal greco in lingua slava. Venuti a Roma, Cirillo, il cui nome prima era Costantino, colpito da malattia, si fece monaco e in questo giorno si addormentò nel Signore. Metodio, invece, ordinato da papa Adriano II vescovo di Srijem, nell’odierna Croazia, evangelizzò la Pannonia senza lesinare fatiche, dovendo sopportare molti dissidi rivolti contro di lui, ma venendo sempre sostenuto dai Romani Pontefici; a Staré Mešto in Moravia, il 6 aprile, ricevette il compenso delle sue fatiche.

domenica 13 febbraio 2011

PENSIERI di SANTI

"Amiamoci a vicenda in lui, per mezzo di lui e per lui. Corriamo nel vicendevole amore per Gesù stesso che è la via. Sotto la guida di Gesù che è la verità giungeremo a lui che è la vita."

B. Giordano di Sassonia op

E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l'occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede.

(san Paolo apostolo in Gal 5-6)

"La condotta più accetta a Dio è quella che, pur varia nelle forme e nello stile, segue con grande sincerità l'amore di Dio e, per lui, l'amore del prossimo.
La carità è l'unico criterio secondo cui tutto deve essere fatto o non fatto, cambiato o non cambiato. È il principio che deve dirigere ogni azione e il fine a cui deve tendere. Agendo con riguardo ad essa o ispirati da essa, nulla è disdicevole e tutto è buono.
Si degni di concedercela, questa carità, colui al quale senza di essa non possiamo piacere, colui senza del quale non possiamo fare assolutamente nulla, che vive e regna, Dio, per i secoli senza fine"
(beato Isacco della Stella)

venerdì 11 febbraio 2011

La Turchia contro il Monastero di Mor Gabriel

 
 
La Turchia espropria terreni al monastero di Mor Gabriel
Le comunità religiose del Paese non hanno personalità giuridica
di Paul De Maeyer

Monastero di Mor Gabriel
da: chiesa siro ortodossa



ROMA, venerdì, 11 febbraio 2011 (ZENIT.org).- Non c'erano riusciti neppure i Mongoli nel XIV secolo, quando uccisero 40 monaci ed altri 400 fedeli, ma forse ci sta riuscendo la Turchia del primo ministro Recep Tayyip Erdogan, cioè a far scomparire uno dei più antichi conventi cristiani in assoluto al mondo. Stiamo parlando del monastero siro-ortodosso di Mor Gabriel [1] o "Dayro d-Mor Gabriel", chiamato "Deyrulumur" in turco e situato nella regione di Turabdin (o Tur Abdin), nel sudest dell'Anatolia. Il convento porta il nome di Mor Gabriel (634-668), vescovo di Turabdin, noto per la sua testimonianza di santità e la sua attività di taumaturgo.
La fondazione del monastero, che sorge oggi a sudest della città di Midyat, nella provincia di Mardin, vicino al confine con la Siria, risale all'anno 397 d.C. ed è avvenuta su iniziativa di due monaci, Mor Samuel e Mor Simon, morti rispettivamente nel 409 e nel 433. Il complesso, che vanta alcuni elementi costruiti con gli aiuti di imperatori bizantini come Arcadio (395-408) e Teodosio II (408-450), ospita oggi una piccola comunità composta da 3 monaci e 14 suore.
Mor Gabriel non è solo un monastero. Soprannominato anche la "seconda Gerusalemme", Mor Gabriel è infatti la sede del metropolita Mor Timotheus Samuel Aktas e il centro culturale e spirituale della sempre più piccola comunità siro-ortodossa della Turchia e dei numerosi siriaci che hanno deciso di emigrare in Occidente, fra cui gli USA e l'Olanda. Nella zona di Turabdin - significa "Montagna dei servi di Dio" - vivevano negli anni '60 infatti ancora circa 130.000 siriaci, oggi è il loro numero è sceso ad appena qualche migliaio (AsiaNews, 26 gennaio 2009).
Il monastero è al centro di un'aspra e costosa battaglia legale avviata nel 2008 dai capi di tre villaggi curdi confinanti dominati dalla tribù Çelebi - Yayvantepe, Eglence e Candarli -, che hanno ricevuto l'appoggio di un parlamentare del partito filo-islamico di Erdogan (l'AKP o Partito per la Giustizia e lo Sviluppo), il capo tribale Suleyman Çelebi. Le accuse mosse nei confronti della comunità monastica sono varie, fra cui quella di svolgere attività di proselitismo, un riferimento al fatto che il monastero accoglie anche giovani che studiano l'aramaico orientale o siriaco. È stata avanzata inoltre la tesi che il monastero sia stato costruito sul posto dove sorgeva in precedenza una moschea, un'accusa completamente infondata e persino assurda, visto che Mor Gabriel è ben anteriore alla nascita dell'islam. L'accusa convincente - almeno agli occhi della giustizia turca - è stata poi quella sostenuta dal ministero del Tesoro: appropriazione indebita di terreni. Anche questa è comunque un'accusa poco comprensibile, dato che la comunità di Mor Gabriel paga regolarmente le tasse sulle terre in questione.
La vicenda ha conosciuto di recente la sua conclusione forse definitiva. Con una sentenza resa pubblica il 27 gennaio (ma risalente al 7 dicembre 2010), la "Yargitay" o Corte di Cassazione di Ankara - il più alto tribunale d'appello della Turchia - ha capovolto un verdetto emesso il 24 giugno 2009 dal tribunale di Midyat ed ha dato ragione al ministero in questione. Secondo la sentenza della Yargitay, 12 parcelle di terra con una superficie complessiva di 99 ettari sono da considerare "boschi" ed appartengono dunque "ipso facto" per legge allo Stato turco (Forum 18 News Agency, 7 febbraio).
Per Mor Gabriel, la sentenza è un brutto colpo. Perdere i terreni significa perdere i mezzi di sostenimento necessari per la propria sopravvivenza. Mentre fonti vicine all'agenzia Forum 18 hanno definito la sentenza "altamente politica ed ideologica", l'intera vicenda è stata qualificata sin dall'inizio come "un processo spettacolo" o "farsa". "L’obiettivo delle minacce e il processo sembrano essere un modo di reprimere ed espellere questa minoranza dalla Turchia, come un corpo estraneo", così disse nel 2009 ad AsiaNews il capo della Federazione Aramaica, David Gelen. "La Turchia deve decidere - così continuò - se vuole conservare una cultura antica di 1600 anni, o se vuole annientare anche gli ultimi resti di una tradizione non musulmana. È in gioco la multiculturalità che ha sempre caratterizzato questa nazione sin dai tempi dell'Impero ottomano" (26 gennaio 2009).
La sentenza ha provocato poco clamore in ambienti europei, tranne in Germania, dove vari partiti, fra cui anche la frazione socialdemocratica nel Bundestag (Camera bassa) e persino Die Linke (La Sinistra), l'hanno respinta. "La frazione della SPD condanna espressamente l'espropriazione, perché i terreni circostanti sono fondamentali per la vita del monastero. Il monastero Mor Gabriel merita la nostra protezione", si legge in un comunicato firmato da Cristoph Strässer e Angelika Graf (1 febbraio). Parole forti ha usato anche Erika Steinbach (CDU), portavoce del gruppo parlamentare tedesco per i Diritti umani e l'Aiuto umanitario, che ha parlato di una sentenza che simboleggia "la repressione della cristianità in Turchia". "La tendenza negativa nella libertà religiosa in Turchia è incompatibile con i diritti umani", ha detto la Steinbach (Assyrian International News Agency, 30 gennaio).
In un lungo articolo pubblicato il 7 febbraio sul sito dell'agenzia norvegese Forum 18 [2], Otmar Oehring, direttore dell'Ufficio per i Diritti umani dell'organizzazione cattolica tedesca Missio, ha analizzato la situazione delle varie comunità religiose in Turchia, fra cui anche la vicenda di Mor Gabriel. Secondo Oehring, il problema di fondo è semplice: nessuna comunità religiosa esiste ed è mai esistita per la legge turca. "Non hanno personalità giuridica, ma esistono", così ha ammesso il 17 gennaio scorso il vice premier turco Bülent Arinc, commentando la battaglia legale attorno all'orfanotrofio di Büyükada, sull'omonima isoletta a largo di Istanbul nel Mare di Marmara, vinta dal patriarcato ecumenico di Istanbul davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo.
Per ora i rappresentanti di molte religioni preferiscono rimanere in silenzio. Temono - come dimostra il caso di Mor Gabriel - di attirare l'ostilità delle autorità e di dover affrontare lunghe e soprattutto costose battaglie legali, per perdere poi la loro "de facto" libertà, così ribadisce Oehring. Per l'autore, l'unica soluzione per sciogliere il nodo, che è "completamente incompatibile con la Convenzione Europea sui Diritti dell'uomo e le Libertà fondamentali", è un cambiamento della Costituzione e del Codice Penale della Turchia. Lo ha ammesso nell'ottobre scorso anche l'allora capo del "Diyanet" (Direttorato per gli Affari religiosi), il professor Ali Bardakoğlu. "La soluzione è permettere all'istituzione religiosa di essere autonoma. La Turchia è pronta per questo", aveva detto al quotidiano Radikal. Il mese successivo, Bardakoğlu ha dovuto lasciare il suo incarico. Il cosiddetto "Stato profondo", che difende strenuamente l'eredità laica di Mustafa Kemal Atatürk (1881-1938), esiste dunque ancora in Turchia.
Per i monaci di Mor Gabriel, l'unica strada per non perdere per sempre le loro terre è quindi seguire l'esempio del patriarcato ecumenico di Costantinopoli e rivolgersi a loro volta alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo. "Sono taciuto di fronte a queste ingiustizie, ma non lo farò più", ha promesso il metropolita Aktas (Economist, 2 dicembre 2010).
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1) Il monastero dispone di un sito Internet in tre lingue (siriaco, turco e inglese):  http://morgabriel.org/

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






11 febbraio
BEATA VERGINE MARIA DI LOURDES

Questa memoria si collega alla vita e all’esperienza mistica di Maria Bernarda Soubiros (Santa Bernardetta), conversa delle suore di Nevers, favorita dalle apparizioni della Vergine Maria (11 febbraio – 16 luglio 1858) alla grotta di Massabielle. Da allora Lourdes è diventata mèta di intenso pellegrinaggio. Il messaggio di Lourdes consiste nel richiamo alla conversione, alla preghiera, alla carità.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 11 febbraio: Beata Maria Vergine di Lourdes, che, a quattro anni dalla proclamazione dell’Immacolata Concezione della beata Vergine, l’umile fanciulla santa Maria Bernardetta Soubirous più volte aveva visto nella grotta di Massabielle tra i monti Pirenei sulla riva del Gave presso la cittadina di Lourdes, dove innumerevoli folle di fedeli accorrono con devozione.