giovedì 26 dicembre 2019

Santo Stefano, preghi per la nostra perseveranza!





La testimonianza di Stefano avviene liturgicamente dopo il Natale, nella realtà molti decenni dopo.
Cosa ci racconta la Parola di Dio su Stefano e per noi oggi?

1. non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava …  gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al Sinedrio
Quando non riesce a vivere un vero confronto si arriva sempre alle mani, anzi si arriva ad annientare l’interlocutore, a farlo fuori, perché la Verità, se è tale, non può tacere.
Nel nostro oggi questo metodo è molto in uso, basta vedere i comportamenti in Tv o sui social, o tra le persone, tanto che spesso per non entrare in questo vortice si tace.
Come essere per la Verità ed evitare tutto questo?
2. non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
C’è una parte che tocca a ciascuno, e una parte che tocca al Signore. Confidiamo in questo! È vero che nel confronto si esce con amarezza, se non si è concluso per la verità, ma la Verità si fa strada oltre noi… basta vedere la vicenda di Stefano.
3. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava….
La vicenda di Stefano è strettamente legata a quella di Paolo\Saulo. Sono legati da una preghiera: Stefano conformato in tutto a Gesù, prega per i suoi carnefici. È lo stesso che accade per Alessandro Serenelli e Maria Goretti. La preghiera del giusto è sorgente di salvezza.
Si muore sempre, per come si ha vissuto. Il resto è Grazia!
4. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Non confondiamo l’odio che nasce per la non sintonia, o per l’appartenenza politica, o per questioni umane con l’odio perché si è di Cristo.
Metti in conto che se sei di Cristo, se sei per la Verità, sei odiato.
La perseveranza è la strada per accogliere la salvezza, per non perdere la bussola del cammino.
Afferma il Santo Padre:
La vita cristiana non è un carnevale, non è festa e gioia continua; la vita cristiana ha dei momenti bellissimi e dei momenti brutti, dei momenti di tepore, di distacco, come ho detto, dove tutto non ha senso … il momento della desolazione. E in questo momento, sia per le persecuzioni interne sia per lo stato interiore dell’anima, l’autore della Lettera agli Ebrei dice: “Avete solo bisogno di perseveranza”. Sì. Ma perseveranza, perché? “Perché fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso”. Perseveranza per arrivare alla promessa.
Anche oggi, tanti, tanti uomini e donne che stanno soffrendo per la fede ma ricordano il primo incontro con Gesù, hanno speranza e vanno avanti. Questo è un consiglio che dà l’autore della Lettera agli Ebrei per i momenti anche di persecuzione, quando i cristiani sono perseguitati, attaccati: “Abbiate perseveranza”.
E anche “quando il diavolo ci attacca con le tentazioni”, conclude, “con le nostre miserie”, bisogna “sempre guardare il Signore”, avere “la perseveranza della Croce ricordando i primi momenti belli dell’amore, dell’incontro con il Signore e la speranza che ci spetta”.
Santo Stefano, preghi per la nostra perseveranza! Amen.

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